Jean McDonald, donna di 64 anni, torna in vita un arresto cardiaco che le ha interrotto il battito per 25 minuti

Jean McDonald in sala operatoria

E’ successo in Inghilterra, il 15 maggio scorso. Una donna di 64 anni, Jean McDonald, non si sente bene. Già la sera prima andando a letto aveva avvertito che qualcosa non andava, ma quella mattina la donna avverte una serie di attacchi al cuore. Alle 8 e 04 si decide a chiamare una ambulanza.

Mentre si trova sul veicolo diretto all’ospedale di Broomfield, il suo cuore cessa di battere. Immediati sono i tentativi di rianimazione. Nelle due ore successive i medici si battono con la forza della disperazione per cercare di salvarla: il cuore della donna, in tutto, è stato fermo per ben 25 minuti, abbastanza per provocare danni al cervello, su una scala di cinque, a livello 4 e mezzo. Danni fortissimi ovviamente: l’intero quadro clinico è pessimo, tanto che il personale curante abbandona ogni speranza. Jean McDonald viene attaccata a un macchinario che le possa permettere di respirare, ma è ormai in coma. Sono avvertiti i familiari: venite a darle l’ultimo saluto.

Alcuni parenti le tagliano una ciocca di capelli, un gesto di affetto per conservare un seppur piccolo ricordo di lei. E’ allora che accade quello che il marito definirà un miracolo: “Non sono una persona religiosa” racconterà “ma non ci sono altre spiegazioni”. Si avvicina alla moglie per darle un ultimo bacio sulle labbra. E le risponde al bacio con un bacio. Che cosa sta succedendo?

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