Lo scenario politico europeo e mondiale sta cambiando, ma l’Italia si divide e tergiversa su futili questioni

l'Italia e la crisi

In questi giorni di inizio estate si ha ancora una volta la sensazione che l’Italia sia completamente assente sullo scacchiere internazionale. Stretta com’è tra due fuochi (da una parte la crisi greca e dall’altra la “primavera araba”) dimostra di non capire che ciò che avverrà nel mondo arabo e nel mondo greco avrà gravi ripercussioni sulla nostra economia e sulla nostra vita politica.

A  chi ci guarda dall’esterno diamo la sensazione di un paese allo sbando, fatalmente lacerato da lotte intestine,  che manca di una vera guida politica ed istituzionale e non ha alcuna visione del futuro.

Come possiamo fare fronte alla crisi internazionale se non riusciamo neanche a far fronte all’emergenza rifiuti che sta investendo di nuovo la Campania e Napoli e che si sapeva che si sarebbe ripetuta?

Come possiamo occuparci dello sviluppo dell’economia e dei problemi reali se si continua a parlare solo di scandali sessuali ed ad occultare i problemi veri che drammaticamente investono il paese?

Lo scenario politico europeo e  mondiale sta rapidamente cambiando, ma l’Italia divisa su questioni futili ed inesistenti ed incapace di rinnovarsi e di dare forza alle sue energie migliori, sembra non accorgersene.

Il primo prezzo lo stiamo pagando con la guerra in la Libia. Certo le azioni efferate di Gheddafi contro il suo popolo erano e sono da condannare, ma la nostra incapacità di elaborare una politica economica relativamente al Mediterraneo ci esporrà alla fine della guerra all’egemonia francese.

Siamo arrivati purtroppo impreparati e soprattutto siamo stati poco attenti rispetto a ciò che stava accadendo nel Maghreb  e di questa leggerezza pagheremmo lo scotto.

La guerra in Libia, a cui secondo Napolitano non ci si poteva sottrarre, ha rappresentato il fallimento della politica e l’assenza di qualunque proposta alternativa dell’Italia su tale materia.

Ha rappresentato la nostra sconfitta su un fronte che ci riguardava particolarmente, in quanto relativo ad una nostra area di influenza geopolitica. Si doveva intervenire ma non sull’onda delle pressioni francesi, ma con una nostra proposta.

Ora ancora una volta lacerati dalle lotte interne, dall’incapacità di ragionare sui problemi, da una sorta di narcisismo politico che ci porta a pensare che un singolo uomo possa risolvere i mali dell’Italia, non ci accorgiamo che la crisi che sta investendo il mondo greco può avere effetti catastrofici non solo sull’Europa intera, ma sulla nostra realtà politica.

Ma anche su questo fronte il nostro paese, invischiato nei vari scandali sessuali o nelle telenovela giornaliera della cronaca nera o di quella rosa o peggio ancora nel becero campanilismo della Lega, non dice nulla.

Non interviene né elabora una proposta. Si muove a traino delle proposte e delle azioni della Francia e della Germania (i veri signori dell’Europa!) e si limita solo ad alzare il dito ed ad aspettare che gli eventi si compiano. Come se fatalmente tutto fosse deciso. Come se eccetto le beghe di casa nostra il mondo intorno a noi non esistesse!

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