Blitz della Polizia, 30 feriti. Manifestanti: “perso round, non la guerra”. Matteoli: “Lo Stato non si arrende”

scontri in Val di Susa

In Val di Susa scontri questa mattina tra le le forze dell’ordine, che tentavano di consentire l’allestimento del cantiere per la realizzazione di un tunnel per l’alta velocità sulla Torino-Lione, nell’area della Maddalena di Chiomonte, e i no Tav determinati a impedire l’inizio dei lavori con un presidio iniziato un mese fa. Il bilancio è di 25 agenti e di alcuni manifestanti feriti. Cinque agenti sono stati portati in ospedale in ambulanza; venti sono stati medicati sul posto.

Quattro i manifestanti medicati nel centro di primo soccorso allestito nel presidio no Tav. Nessuno ha riportato ferite gravi. Molto più numerose le persone che hanno avuto bisogno di assistenza a causa del fumo dei lacrimogeni lanciati verso il campo. Le forze dell’ordine, due ore dopo avere forzato il primo sbarramento, sono arrivate sul piazzale della Maddalena di Chiomonte e hanno occupato l’area. I manifestanti si sono rifugiati nei boschi esplodendo grossi petardi. Le forze di polizia hanno anche aperto un varco dall’autostrada A32 e consegnato l’area alle ditte appaltatrici.

Intorno alle 5 l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata chiusa e si sono iniziati a vedere i veicoli delle forze dell’ordine che scortano i mezzi delle ditte incaricate di allestire il cantiere. Alle 6 fuochi d’artificio dei manifestanti hanno avvertito che le forze dell’ordine stavano arrivando dal lato opposto, all’altezza delle barricate erette verso Giaglione. Qui poco dopo è arrivata una draga a pinza che ha tentato di liberare la strada dalle barricate. Poco prima delle 7 sulla strada dell’Avanà un militante della Federazione anarchica si è buttato sull’autostrada per tentare di bloccare la ruspa ed è stato bloccato dalla polizia. Il manifestante, Turi Vaccaro, è stato bloccato mentre si avvicinava tenendo in mano due pezzi di aglio «con i quali – ha riferito agli agenti – voleva benedire i mezzi».

La pala meccanica che ha sfondato la barricata della Centrale Idroelettrica ha rimosso tutti gli ostacoli e i blocchi. Durante le operazioni sono stati lanciati alcuni lacrimogeni. Per ritardare l’azione delle forze dell’ordine i manifestanti hanno dato fuoco al penultimo sbarramento prima della sommità della Maddalena. Una densa colonna di fumo nero si è levata dalla strada dell’Avanà. I No Tav hanno tirato anche alcune pietre. Per disperderli le forze dell’ordine hanno lanciato una nuova scarica di lacrimogeni. Subito dopo sono iniziati i lavori per l’allestimento del cantiere, dove dovrebbero poi cominciare gli scavi per la realizzazione del tunnel geognostico propedeutico alla Torino-Lione. Partito anche il lavoro di recinzione dell’area.

«Abbiamo perso un round, non la guerra». È il commento a caldo, dopo lo sgombero dell’accampamento dei No Tav a Chiomonte, del leader del movimento, Alberto Perino. «Oggi – dice – è andata come di pensava che andasse. Noi abbiamo resistito poi le forze dell’ordine hanno sparato migliaia di lacrimogeni. Adesso dobbiamo portare via tutti i materiali dalla Maddalena. Poi vedremo il da farsi, di certo non siamo sconfitti».

Dopo lo sgombero dell’area, si è lavorato per tutta la giornata alla Maddalena di Chiomonte. Nel pomeriggio ruspe e scavatrici hanno spianato le aree su cui gli attivisti No Tav avevano creato le barricate, mentre la ditta incaricata ha cominciato a orchestrare la recinzione della vasta zona (36 mila mq) su cui a settembre dovrebbe partire la realizzazione del cosiddetto tunnel geognostico. Anche alcuni militanti No Tav si sono messi all’opera per smantellare la tendopoli del presidio. Polizia e carabinieri continuano a sorvegliare il posto con un forte contingente di uomini e mezzi.

L’apertura del cantiere è una condizione necessaria ma non sufficiente per scongiurare il rischio di perdere una fetta sostanziale dei finanziamenti Ue destinati al collegamento Torino-Lione. Lo sottolineano fonti della Commissione europea nel pomeriggio, ricordando che nella lettera inviata da Kallas a Italia e Francia la scorsa settimana, il commissario ha sottolineato le tre condizioni che dovevano essere rispettate entro la fine di giugno: oltre all’avvio dei lavori per la galleria della Maddalena, l’approvazione del nuovo progetto preliminare e soprattutto la firma di un nuovo accordo tra i governi di Roma e Parigi.

L’approvazione del progetto preliminare per la Torino-Lione sarà all’esame del prossimo Cipe, commentano dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il ministro Altero Matteoli ha risposto oggi alla lettera del commissario ai Trasporti della Ue Siim Kallas. Nella lettera il ministro spiega che, per quanto riguarda l’inizio dei lavori l’obiettivo è stato raggiunto oggi. Per quanto riguarda l’approvazione del progetto preliminare, sarà portata al prossimo Cipe. Infine i rapporti con la Francia proseguono e il nuovo accordo potrebbe essere sottoscritto il 6 luglio in occasione della conferenza intergovernativa in programma a Roma.

«Lo Stato non può assolutamente arrendersi di fronte a dei protestatari». Lo ha detto il ministro dei trasporti Altero Matteoli rispondendo alle domande dei giornalisti a margine dell’inaugurazione del primo tratto dell’autostrada da Rosignano a Civitavecchia, commentando quanto sta avvenendo a Chiomonte (Torino) tra forze dell’ ordine e comitati no-tav. «La Tav è considerata una priorità da parte dello Stato. I lavori inizieranno e andremo avanti», ha detto Matteoli. Il ministro ha anche aggiunto di essere costantemente informato da Roberto Maroni sulla situazione dell’ordine pubblico.

«Bisogna andare avanti con la Tav: non ci si può arrestare. Non si può perdere un’opera infrastrutturale fondamentale per l’economia del nord – dice il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini- Noi siamo con i militari, con i poliziotti che sono oggetto di inaccettabili attacchi da parte dei manifestanti. È sempre giusto manifestare, ma non si può assaltare la polizia per impedire un’opera pubblica indispensabile per il futuro dell’Italia».

«Gli scontri di questa mattina all’apertura del cantiere per la ferrovia Torino-Lione dimostrano che non tutto il movimento No Tav è pacifico – dice Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza e difesa del Pd – È assolutamente legittimo esprimere le proprie opinioni e manifestare per farle comprendere, ma altra cosa è aggredire con lanci di pietre e arrivare a ferire chi in quel contesto ha il compito di mantenere l’ordine. Gli agenti delle forze dell’ordine che sono lì per garantire l’esecuzione di un’opera pubblica decisa nelle sedi istituzionali democratiche, fanno il loro mestiere e difendono la legge e la Costituzione. Il dissenso è l’anima della democrazia, ma l’accettazione delle decisioni democraticamente prese lo è a pari titolo. Qualsiasi genere di violenza mescolata alla manifestazione di dissenso politico ci vedrà sempre fermamente contrari».

«Le donne e gli uomini delle forze di polizia sono chiamati a far rispettare disposizioni legittime e lo fanno, a prezzo di enormi sacrifici, non contro qualcuno ma per garantire i diritti di libertà di tutti, a partire da coloro che esprimono il loro legittimo dissenso nelle forme consentite dalla legge – dice il capo della Polizia Antonio Manganelli -La mia solidarietà, il mio affetto e la vicinanza come uomo e come capo va agli operatori delle forze di polizia che oggi, solo per aver fatto il proprio dovere, hanno riportato ferite e contusioni, e alle loro famiglie che ne condividono i sacrifici».

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