Al via presso l’ospedale di Taormina una campagna per comprendere la sofferenza ed opporrsi al dolore “inutile”

ospedale di Taormina

Il dolore cronico è un dolore che persiste nel tempo, la cui durata risulta essere superiore ai 6 mesi e che  se non curato adeguatamente può condizionare la qualità della vita. Si calcola che in Italia ne siano colpite circa 15 milioni di persone, di cui 1,3 milioni nella sola Sicilia, il più delle volte inconsapevoli della loro condizione e delle possibilità di trattamento oggi esistenti.

Per questo motivo, in linea con gli obiettivi di informazione della Legge 38 del 2010 che riconosce il dolore cronico come una vera e propria malattia, la UOC di Rianimazione e Terapia del dolore dell’Ospedale S. Vincenzo di Taormina, in collaborazione con Isal Sicilia Onlus, presenterà stamane in un noto albergo della “Perla dello Jonio” l’importante campagna di sensibilizzazione “Spegni il dolore. Accendi la vita”.

Nel corso della conferenza odierna, alla quale è stato invitato a prendere parte anche il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, interverranno: il prof. Guido Fanelli (Coordinatore della Commissione Ministeriale sulla Terapia del Dolore e Cure Palliative del Ministero della Salute), il dott. Salvatore Giuffrida (direttore generale ASP 5 di Messina), ed il prof. Filippo Bellinghieri (Direttore UOC di Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore dell’Ospedale S. Vincenzo di Taormina), che da anni è in prima linea nella “lotta al dolore”. 

Dal 7 al 15 luglio (domenica esclusa) sarà possibile sottoporsi ad una visita specialistica gratuita presso l’Ospedale di Taormina e ricevere informazioni utili sulla malattia e sulle differenti possibilità di trattamento. Durante le visite, in particolare, verrà valutato e misurato il dolore: la diagnosi sarà il frutto di un’accurata analisi clinica  che prevede un esame obiettivo, test di valutazione del dolore  e test diagnostici.

“Oggi, il problema principale nella lotta al dolore non è la mancanza di terapie e strumenti efficaci, ma la carenza di coscienza delle diverse possibilità di trattamento, sia da parte dei pazienti che dei medici – spiega il Prof. Filippo Bellinghieri, Direttore della UOC di Anestesia Rianimazione e Terapia del dolore di Taormina – La vera sfida cui siamo chiamati  è promuovere l’informazione ed aiutare il malato a parlare del suo disagio, ad uscire dalla solitudine, per aiutarlo a tornare a vivere”.

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