Guede, anche lui condannato l’omicidio di Perugia ribadisce: “Amanda e Raffaele erano in quella casa”

Rudy Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Ha confermato le sue accuse ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito di essere gli assassini di Meredith Kercher, Rudy Hermann Guede, condannato per lo stesso delitto e oggi chiamato a testimoniare nell’ambito del processo d’appello.

In particolare, a proposito di una lettera da lui scritta e indirizzata ai suoi legali in cui Guede ha parlato di un «orribile assassinio di una splendida ragazza da parte di Sollecito e la Knox», risalente a circa un anno fa, oggi Rudy ha detto che era un «pensiero che è sempre stato nella mia testa. L’ho messo per iscritto – ha aggiunto – sentendo che c’era un “burattino” manovrato da altre persone».

Dicendo “burattino” Guede ha fatto riferimento alle dichiarazioni di Mario Alessi, l’omicida del piccolo Tommaso Onofri, che ha dichiarato di aver ricevuto dallo stesso Guede confidenze che scagionavano Amanda e Raffaele. Oggi Rudy ha definito le dichiarazioni di Alessi «assurde». «Non spetta a me dire chi ha ucciso Meredith – ha concluso Rudy -. Io ho solo e sempre detto chi c’era in quella casa maledetta quella notte».

Immediata la replica dei due giovani. «Sono choccata. Lui sa che non c’eravamo» dice Amanda Knox. «Sono quattro anni che combattiamo con le ombre e con le voci» sottolinea invece Raffaele Sollecito.

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