Lite furibonda al Festival di Spoleto: il gesto dopo l’esclusione di una foto dal “Padiglione Italia”

Vittorio Sgarbi

Fuoriprogramma al Festival di Spoleto: Marina Ripa di Meana rovescia addosso a Vittorio Sgarbi un liquido contenuto in un barattolo di vetro con sopra l’etichetta “Piscio d’artista”. “Spero fosse acqua”, dice il critico d’arte. “E’ stata una performance molto riuscita”, controbatte Marina, spiegando che il motivo della sua iniziativa è stata una “vera e propria operazione di censura” da parte di Sgarbi.

Vittorio Sgarbi stava presentando a Spoleto il Padiglione Italia della Biennale di Venezia con gli artisti umbri, ma – racconta – “mi sono dovuto cambiare camicia e pantaloni.

Marina Ripa di Meana era arrivata alla mostra di Spoleto che stavo inaugurando e, per far vedere che esisteva, mi ha portato un barattolo che invece di ‘merda di artista’ (celeberrima opera di Piero Manzoni,ndr.) conteneva, secondo lei, ‘piscio d’artista’. Me l’ha versato addosso, spero fosse acqua. L’ho mandata al diavolo. Evidentemente non riesce più a fare nulla di originale, è stato un gesto per fare la spiritosa”.

Sgarbi racconta che la Ripa di Meana “voleva essere anche lei una presentatrice alla biennale. Sono stato gentilissimo con lei e con il marito, questa è la ricompensa”. E conclude: “Il mio compatimento nei suoi confronti è stato immediato. E’ stata una forma di infantilismo senile”. Marina Ripa di Meana non è nuova a ‘trovate’ di questo genere: negli anni ’80 lanciò una torta in faccia a Maurizio Costanzo.

A caldo spiega: “Sgarbi ha fatto un vero sgarbo. Ha scelto fra i vari intellettuali che dovevano scegliere gli artisti del Padiglione Italia della Biennale Carlo Ripa di Meana, mio marito, che a sua volta ha scelto un noto fotografo, Lorenzo Cappellini, il quale ha messo come opera 4 passaggi della sua vita. Tra questi c’era una foto con me, Carlo e Moravia. Lui l’ha tolta dicendo ‘non frega più niente a nessuno, sono dei vecchi rincoglioniti’ e che la doveva togliere. Cosa che ovviamente l’artista ha fatto”.

“Per settimane – continua Ripa di Meana – ci siamo appellati a Sgarbi perché ci ripensasse. Non è da lui fare il censore. Lo spazio è rimasto vuoto. Abbiamo pregato, telefonato, scritto lettere. Lui ha detto che doveva tornare con un’altra opera. Ma ha usato il termine ‘vecchi rincoglioniti’. Così ho versato della pipì in un vasetto prezioso con scritto sopra “Piscio d’artista”, firmato da me. Purtroppo il vasetto è andato in frantumi, Sgarbi l’ha buttato per terra. Lui urlava come un pazzo, mentre io gli dicevo ‘è piscio d’artista, d’artista… ecco cosa fanno i vecchi rincoglioniti”.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=9ZXuET1dn6c[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti