Adesso piú che mai il premier ha “in mano” il senatur: fino al 2013 i due alleati “costretti” a stare insieme

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi

Alla fine la mucca padana ha partorito un topolino. Ma la Lega al raduno di Pontida – un piccolo comune in provincia di Bergamo – non poteva fare di meglio.

Naturalmente la base non é rimasta contenta, ma i leader del Carroccio sí (la Lega ha preso come uno dei suoi simboli il “carroccio” della Lega Lombarda del 1167). Con l’alleanza al Pdl, la Lega ha quasi fatto la conquista del Nord.

Questa non é cosa che si vede ad occhio nudo, ma tra gli analisti politici circola un elenco di posti, poltrone e potere che i leghisti ora controllano grazie all’alleanza con Silvio Berlusconi.

Tagliare con Berlusconi con il Pdl ed il Governo vorrebbe dire tornare alle urne e sicuramente sacrificare tutto il potere finora conquistato sia a Roma che nel Nord. A Pontida il co-fondatore della Lega e leader, Umberto Bossi, ha in pratica fatto capire che lui é ancora il capo e che bisogna aver pazienza.

Questo é stato il messaggio vero e, per chi avesse avuto dubbi, il govenatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, ha ribadito il giorno dopo che “Il leader della Lega é Bossi”. Questo perché, per la prima volta in 20 anni, a Pontida la base ha interrotto il discorso del capo per scandire “se-ces-sione”.

Il messaggio che Bossi invece a Pontida ha dato in pasto alle masse é stato quello tradizionale che la base riesce a capire ed ad assimilare: Roma ladrona, i ministeri al nord, Padania libera (da chi non si sa, forse dai leghisti?),  premiership di Berlusconi in discussione (ma solo dopo il 2013), ritiro delle missioni all’estero e fuori gli immigrati.

Tuttavia il Pdl ha ritenuto necessario chiarire alcune cose: 1) “La conferma che la nostra alleanza non ha alternative” (Berlusconi); 2) “La Chiesa deve frenare queste mire secessionistiche” (arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini, presidente di una delle commissioni Cei); 3) Il ministro della Difesa Ignazio La Russa non vede “molta passione” sul tema trasferimento dei ministeri; 4) “Le missioni [all’estero] sono certamente utili”, (ministro degli Esteri Franco Frattini) e, se ció non bastasse, il presidente Giorgio Napolitano ha chiarito come “il nostro impegno é restare schierati in Libia”; 5) A proposito dei flussi migratori, la stampa italiana ha riportato le dichiarazioni della Commissaria per gli affari interni dell’Ue, Cecilia Malmstrom, che “bisogna smettere di essere ostaggi del populismo”.

Cioé tutto il contrario di ció che Bossi ha dato in pasto ai leghisti a Pontida, ma per appagarli, i colonnelli di Bossi continuano a fare la voce grossa contro Roma (“I romani sono arretrati culturalmente”: il leghista Roberto Castelli, ministro delle Infrastrutture) e contro il Governo (vedi di nuovo Bossi, “Aspettiamo i fatti”).

Infine, recentemente il teorico della secessione per la Lega, Gilberto Oneto, ha spiegato a il “Fatto Quotidiano” che Berlusconi ha firmato un patto con Bossi che non permette a quest’ultimo di ribellarsi. In pratica, afferma Oneto, Berlusconi ha saldato i debiti della Lega ed ha cancellato le sue numerose querele contro “La Padania”, per le varie accuse di Mafia rivolte a Berlusconi quando anche il giornale della Lega rivolgeva a Berlusconi 10 domande.

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