Città sommersa dagli scarti ed è emergenza anche in Provincia. Napolitano chiama Berlusconi: “decreto subito”

rifiuti abbandonati in strada

Ore drammatiche sul fronte dei rifiuti, nel caos di un piano-emergenza varato da De Magistris, Regione e Province che non riesce a decollare. Sono 64 gli interventi che i vigili del fuoco hanno eseguito la scorsa notte per spegnere i roghi di rifiuti tra Napoli e provincia. Ben 54 incendi sono stati appiccati in città, di cui 20 nel centro.

Il più vasto è stato quello di via Depretis, dove le fiamme hanno danneggiato anche le insegne della filiale di una banca.

A Napoli a terra ci sono 2.360 tonnellate di immondizia, mentre per la Regione Campania la quantità ammonterebbe a 1.500 tonnellate.

Anche l’hinterland soffre I quartieri dove c’è maggiore sofferenza sono: Montecalvario, Avvocata, Pendino, San Carlo all’Arena (380 tonnellate); a Napoli Est 400 (Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, Barra); 370 tonnellate nell’area a Nord: Miano, Piscinola, Marianella; 360 tonnellate a Secondigliano, Scampia e San Pietro a Patierno e 300 tonnellate non raccolte a Fuorigrotta. Situazione leggermente migliore nei quartieri Vomero, Arenella e Posillipo.

La città è sull’orlo del baratro, e come detto non va meglio in provincia. I vigili stanno intervenendo per spegnere alcuni roghi di rifiuti a Melito, Casoria e a Giugliano dove nella serata di ieri alcuni manifestanti hanno bloccato il traffico in via Domiziana, nella zona di Lago Patria.

Per fortuna il presidente Napolitano da sempre sensibile ai problemi di Napoli, lancia un segnale importantissimo.

E’ infatti una «preoccupazione costante» del presidente della Repubblica la situazione drammatica di Napoli, per i pericoli sanitari e di ordine pubblico legati alle montagne di rifiuti che sommergono la città. Situazione seguita costantemente da Giorgio Napolitano. Che ieri a Silvio Berlusconi ha sollecitato ancora una volta il varo del decreto per sbloccare il trasferimento della spazzatura fuori dalla regione Campania: «La situazione è allarmante». Ma il presidente del Consiglio non ha ancora dato certezze in materia.

«Il problema va affrontato in termini risolutivi, con tutti gli strumenti necessari» ha detto Napolitano al presidente del Consiglio salito al Quirinale per certificare la chiusura della verifica politica chiesta dal capo dello Stato. Termini risolutivi per il presidente della Repubblica vuol dire lavorare su un doppio binario. Da una parte, servono «tutti gli strumenti necessari ad affrontare l’emergenza». E dunque il decreto stoppato per ben due volte dalla Lega ed in particolare dal ministro Roberto Calderoli, per lo «sconcerto» del Quirinale: sul punto, però, Berlusconi non ha dato risposte, visto che non è ancora nemmeno stato convocato il consiglio dei ministri.

Parallelamente – ha ribadito il capo dello Stato – vanno messi in cantiere «tutti i provvedimenti utili e necessari alla soluzione strutturale della questione». Perché «non può certo sfuggire il fatto che non si può passare di emergenza in emergenza» senza trovare soluzioni definitive. Dunque Napolitano – come aveva fatto anche nel corso dell’ultima visita a Napoli – sollecita ancora una volta una piena «assunzione di responsabilità» da parte di tutti i soggetti coinvolti: al governo per l’emergenza, agli amministratori locali chiamati a collaborare per risposte strutturali.

Intanto il Tar ha sospeso l’ordinanza del sindaco di Caivano, dando l’ok al sito di trasferenza. Riprendono così i conferimenti nell’area di Caivano individuata dalla Provincia come sito di trasferenza per i rifiuti di Napoli e della provincia.

«Ora che il Tar ha accolto il ricorso presentato dalla Provincia di Napoli contro l’ordinanza del sindaco di Caivano, il Governo deve dichiarare lo stato di emergenza, la nostra città è in ginocchio e la salute dei cittadini corre gravi rischi stante il caldo che nei prossimi giorni è destinato ad aumentare». È quanto dichiara il presidente della Commissione ambiente della provincia di Napoli Giovanni Bellerè

«Il provvedimento del Tar ha dimostrato la fondatezza della nostra decisione – prosegue Bellerè – di conferire nel sito di Caivano per alleviare la drammatica situazione del nostro territorio e, bene ha fatto il presidente Cesaro, prima di adottare la decisione, di far svolgere un’indagine dal punto di vista igienico sanitario, ribadendo che i siti di trasferenza aperti sono temporanei e indispensabili per superare la crisi in atto».

«Ora le tutte le autorità competenti di Napoli e della Campania, grazie alla pausa estiva dei lavori della commissione europea, hanno due mesi di tempo per preparare un nuovo piano credibile di gestione dei rifiuti se vogliamo evitare un secondo ricorso in Corte Europea di Giustizia»

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