A fine settembre al via i lavori finanziati da Della Valle. Adesso le gare d’appalto per i primi tre cantieri

il Colosseo di Roma

Il restauro del Colosseo inizierà a fine settembre. Ieri sera Diego Della Valle lo ha annunciato al mondo intero in una suggestiva conferenza stampa convocata al crepuscolo all’interno del momunento.

I primi tre cantieri si occuperanno della sostituzione dell’attuale sistema di chiusura delle arcate perimetrali (fornici), del restauro dei prospetti settentrionale e meridionale, del restauro degli ambulacri. ”Un progetto pianificato -spiega il commissario per le aree archeologiche di Roma e Ostia Antica, Roberto Cecchi- per trasportare all’esterno del Colosseo le funzioni improprie, come le biglietterie o il bookshop, che attualmente si trovano dentro il monumento”.

Il Centro Servizi sarà una struttura di 1.600 metri quadrati, di forma circolare, che accoglierà la biglietteria, il bookshop, i servizi igienici e la caffetteria. La durata dei cantieri oscillerà tra i 24 e i 36 mesi per ognuno di essi. Durante i lavori, infine, il monumento sarà circondato da una recinzione alta 2,4 metri che accoglierà la pubblicità. Per quanto riguarda le possibili attività culturali all’interno dell’Anfiteatro Flavio (il set di un film o un concerto) sarà la Soprintendenza a vagliare la richiesta.

L’accordo concede a Diego della Valle, in cambio di un finanziamento di 25 milioni Iva inclusa, l’esclusiva per 15 anni sul logo del monumento più amato e più visitato d’Italia: 5 milioni di turisti l’anno. Ma guai a chiamarla un’operazione commerciale: a livello istituzionale sono tutti d’accordo. “Vorrei che fosse chiarissimo che non si tratta di mercificazione del patrimonio culturale. – sottolinea Cecchi – E’ certamente un’operazione di mecenatismo – ha concluso – ma nell’ambito di un rapporto di collaborazione teso ad accrescere il valore del patrimonio culturale”.

Ancora più netto il ministro per i Beni Culturali Giancarlo Galan: “Della Valle ha fatto un’affare? Sono contento per lui perché ci abbiamo guadagnato tutti: la città di Roma, l’Italia, il mondo”. E Della Valle chiarisce: il suo gruppo ha preteso di realizzare da solo il restauro proprio perché “non avremmo potuto tollerare che il Colosseo venisse deturpato da molteplici campagne pubblicitarie”.

Viva i privati e i mecenati, insomma. Anzi, Della Valle è solo il primo. Altri ne arriveranno. Alemanno parla di promesse da un cinese importatore di beni italiani che vorrebbe restaurare un importante monumento della Capitale, e di altri imprenditori romani che si stanno muovendo. Della Valle spera di poter presto sentire annunci di altre operazioni simili a Pompei, Firenze, Venezia.

“Ai miei amici imprenditori consiglio di prendere in considerazione l’idea di restituire un po’ di fortuna, quando le cose vanno bene, alla gente e al territorio” perché “aziende forti come la nostra hanno il dovere di occuparsi di problemi che riguardano il territorio e di farlo senza niente in cambio”.

“Investire in questo settore è indispensabile”, avverte il ministro Galan. Le erogazioni spontanee sono cresciute da 17 milioni del 2001 a 24 del 2009. “In pratica in un intero anno è stata donato poco meno della cifra investita per il restauro del Colosseo, sottolinea .

“L’intervento privato e’ fondamentale – continua – non si può pensare che ancora ci sia l’Iva al 20% sulle sponsorizzazioni e al 10% sui lavori. E non si può non prevedere la possibilità di destinare il 5 per mille agli interventi di tutela del patrimonio culturale. Dimostriamo -conclude Galan- di non capire l’Italia”.

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