Il viceministro ha definito i romani “culturalmente arretrati”. Il sindaco di Roma replica: “è un ignorante”

Roberto Castelli

Non si smorza lo scontro verbale tra il viceministro Castelli – che mercoledì alla radio aveva definito i romani «culturalmente arretrati» – e i politici romani.

E’ il sindaco Gianni Alemanno che già aveva replicato a rilanciare: «Castelli è ignorante, non sa che il Grande raccordo non è una tangenziale ma una strada interna di Roma, che è indispensabile per la circolazione. C’è una profonda ignoranza dietro a chi dice queste cose: se uno è un ministro, un rappresentante dell’intera nazione non si può permettere di attaccare una parte della nazione per esaltarne un’altra». Così il sindaco di Roma, è tornato sulla questione pedaggi e sulle polemiche con l’esponente della Lega e della Governo dai microfoni di «Te la do io Tokyo», trasmissione radiofonica di Centro Suono Sport 101.5.

Il sindaco di Roma ha precisato: «L’abbiamo detto in passato anche con toni forti, affermando che avremmo sfondato qualsiasi casello sul raccordo anulare: non pagare il pedaggio sul raccordo, ha aggiunto, non è un privilegio ma un diritto dei Romani che noi difenderemo fino in fondo».

«Alemanno mi dà dell’ignorante. Che uno che si è laureato in ingegneria a 40 anni dia dell’ignorante a me, che mi sono laureato a 25, fa parte di quei paradossi italiani di cui Alemanno è campione», fa sapere in una nota il viceministro leghista alle Infrastrutture. In quanto ai romani dice , intervenendo sempre via etere, a Radio Ies: «Voglio bene ai romani! E sto benissimo a Roma!».

Il viceministro smentisce di aver definito «arretrati culturalmente» i cittadini della Capitale e annuncia querela contro il Messaggero che ha titolato «Castelli insulta i romani».

«Offese ai romani? È colpa di una agenzia che, non so se per errore o per malafede, ha riportato male le mie dichiarazioni. Già ieri ho smentito quella agenzia – ha detto il ministro – Lungi da me offendere romani di cui ho massima stima. Io parlavo di cultura delle infrastrutture, il mio era un discorso per tecnici e confermo che c’è una cultura arretrata a livello tecnico. Il mio discorso era tecnico e per tecnici. Non ho mai parlato della gente, mi riferivo a tecnici e politici. Questa è una minaccia e un tentativo di coartare la mia attività politica. Questo – ha aggiunto il ministro – ripeto, è un tentativo di minacciare della mia attività ».

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