Il marito di Melania fa la vittima, ma la famiglia Rea non gli crede e annuncia la costituzione parte civile

Salvatore Parolisi

“Mi sento come Cristo in croce, ma sono tranquillo”. Salvatore Parolisi parla così dopo la decisione degli inquirenti di iscriverlo nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario, quello di sua moglie Melania Rea.

Gennaro Rea, zio di Melania, è sempre rimasto dalla parte di Parolisi e l’ha sempre sostenuto. E’ stato al suo fianco durante i funerali, durante gli interrogatori, durante la fiaccolata in memoria della nipote. Ma oggi si dice “tradito e deluso” da Parolisi, anche se continua a credere alla sua innocenza. Intanto dopo il fratello, anche i genitori di Melania, si sono costituiti parte civile nel procedimento sull’omicidio della figlia.

“Continuo a credere che sia innocente anche se penso che lui sappia qualcosa – ha spiegato lo zio di Melania – di sicuro il nostro rapporto è cambiato, per le bugie che ha detto anche a me, come quella sul telefonino”.

L’uomo, nonostante l’iscrizione del registro degli indagati, continua a credere nell’innocenza di Salvatore Parolisi: “Aspetto gli interrogatori ma – aggiunge-, è un fatto che la Procura, che fino a ora, è stata molto garantista, ha preso questa decisione. Spero di non sbagliarmi su Salvatore, perché se mi sono sbagliato sarà ancora piu’ dura”.

Intanto i rapporti fra i due si sono però raffreddati: “Nei momenti bui sono sempre stato io a chiamarlo – conclude Gennaro – mi aspettavo che questa volta mi chiamasse lui, invece non lo ha fatto”.

Venerdì Salvatore Parolisi dovrà comparire per un nuovo interrogatorio davanti al pm ascolano Umberto Monti.

Anche i genitori di Melania si costituiscono parte civile: dopo il fratello Michele, anche i genitori di Melania, la madre Vittoria e il padre Gennaro, si sono costituiti come parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura di Ascoli Piceno sull’omicidio della figlia.

Dopo la notizia dell’indagine a carico del genero, i genitori di Melania non se la sono sentita di recarsi personalmente ad Ascoli e hanno deciso di dare mandato al proprio avvocato, che nella mattinata di mercoledì ha depositato la documentazione a Palazzo di giustizia.

C’è rabbia e dolore nelle parole di Vittoria Rea, la mamma di Melania. All’indomani dell’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario aggravato del genero Salvatore Parolisi. “Salvatore dice di essere come Cristo in croce? In croce ci si è messo da solo”, ha ribadito la signora Rea che dice di essere “molto arrabbiata” dopo aver scoperto dei tradimenti di Salvatore nei confronti di sua figlia, “ha fatto un grande sbaglio, non lo doveva fare”. C’è, poi, il dolore determinato dall’iscrizione nel registro degli indagati.

E come ha sempre fatto la famiglia Rea in questi mesi, anche questa volta si fa di tutto per non distruggere la fiducia e la speranza: “Spero che questa brutta cosa sia passeggera, spero che arrivino buone notizie e che Salvatore non sia colpevole” Vittoria lo spera soprattutto per la sua nipotina, “perché altrimenti resterebbe senza una mamma e senza un papà”. “Ora quello che voglio è scoprire la verità sul delitto – ha concluso – aspettiamo di sentire gli inquirenti e speriamo che la verità sia un’altra”.

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