Il Premier ottiene la fiducia alla Camera: “nessuna alternativa a questo governo”. Bossi: “aspettiamo i fatti”

Silvio Berlusconi

“La maggioranza c’è, è forte e coesa, e non ha alternative: è l’unica in grado di garantire la governabilità del Paese”. Lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, iniziando, alla Camera, il discorso per la verifica. “La coalizione di centrodestra ha raggiunto quota 317, ora è maggioranza assoluta alla Camera”, ha sottolineato, aggiungendo che “il voto di fiducia di ieri sul dl sviluppo ha dato un’indicazione molto positiva”.

“Ieri – dice il premier Silvio Berlusconi aggiungendo un passaggio nuovo al discorso pronunciato ieri in Senato – la coalizione di centrodestra ha raggiunto quota 317, superando per la prima volta, da quando alcuni parlamentari sono andati all’opposizione, quota 316, arrivando alla maggioranza assoluta. Questo significa che la maggioranza c’è, è forte e coesa, ed è l’unica in grado di garantire la governabilità di un Paese in un momento difficile”.

Premier: “abbiamo controllato la spesa pubblica”. “Non abbiamo seguito le sirene che ci invitavano a contrastare la crisi con stimoli fiscali cioé con maggiore spesa pubblica. Così, mentre molti Paesi raddoppiavano o addirittura triplicavano nel corso della crisi il loro deficit in rapporto al pil, l’Italia non e’ andata in quella direzione”. Lo ha ricordato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel suo intervento alla Camera.

“Sarebbe stato da irresponsabili – ha proseguito il premier – allargare la spesa pubblica per sostenere la crescita nel corso di una crisi in cui l’aumentop del rapporto deficit-pil era già dettato dalla recessione. Così l’Italia si è assunta le proprie responsabilità nel contribuire al mantenimento della stabilità finanziaria e monetaria in Europa e ha sempre trovato sui mercati finanziari i sottoscritori del proprio debito. E se oggi lo può ancora fare a tassi di poco superiori a quelli tedeschi di riferimento e non incontra problemi di collocazioni dei propri titoli, ciò lo si deve proprio alla politica seguita dal governo”.

“Riforma fiscale aiuterà famiglie”. La riforma fiscale “non produrrà buchi di bilancio, ma darà vita a un sistema più equo e più benevolo verso chi è in condizioni disagiate, a partire dalle famiglie più numerose”, ha aggiunto il premier.

Bossi: “Aspettiamo i fatti”. “Bello a parole, aspettiamo i fatti”. Così ha commentato, asciutto, il leader della Lega, Umberto Bossi, il discorso del presidente del Consiglio alla Camera.

Cesa: “L’appello di Berlusconi ai moderati? Zero credibilità”. “La politica non è la sola enunciazione dei problemi ma la sua risoluzione concreta. Berlusconi ci fa sempre il solito discorso da anni, ma ha dimostrato di non saper far fronte a nessuna delle sue promesse. Riguardo all’appello ai moderati, se c’è una persona che ha zero credibilità per farlo quella è proprio il premier. Sia lui che il suo partito, che spesso estremizza il confronto politico, non hanno nulla a che vedere con lo stile e con il programma del Pp”. Lo afferma il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa.

Bersani: “Dal premier discorso schizofrenico”. Il governo deve scegliere “o le cose vanno bene o vanno male. Non può fare un discorso in cui sostiene che ci sono successi, che siamo a posto e poi appellarsi all’opposizione”. Così Pierluigi Bersani, commenta il discorso del premier alla Camera. Il segretario Pd parla di un atteggiamento “schizofrenico”. “L’Italia è piena di problemi, solo il premier non se ne accorge” ha detto Bersani, secondo il quale “da Berlusconi abbiamo ascoltato un discorso come se fosse il primo giorno di scuola. Ma noi non ci beviamo le favole, non ci ingoiamo questa minestra”.

Momenti di tensione in piazza Montecitorio, davanti al palazzo della Camera. Mentre il premier Silvio Berlusconi parlava in aula, un gruppo di qualche centinaio di manifestanti ha lanciato pomodori, patate e petardi. La polizia in tenuta antisommossa ha caricato i dimostranti.

A mettere in atto la manifestazione un gruppo di precari della scuola e della ricerca con le bandiere di Cobas e Usb che hanno lanciato libri contro le forze dell’ordine. Decine di volumi in edizione economica sono volati verso il palazzo della Camera proprio come già avvenuto martedìieri, quando il gruppo ha organizzato quello che ha battezzato “il rilancio della cultura”.

Dopo gli scontri, durati qualche minuto, la situazione è tornata alla calma. I dimostranti si sono allontanati e il gruppo di agenti di polizia in tenuta antisommossa hanno lasciato l’area.

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