Al processo per l’omicidio Barnett, Danilo continua a negare di aver ucciso la Claps: ma il dna lo inchioda 

Danilo Restivo

Dopo il silenzio, Danilo Restivo parla. Racconta la sua versione dei fatti il serial killer accusato del delitto di Elisa Claps e della sarta inglese Heather Barnett, e che potrebbe aver ucciso altre donne in giro per l’Europa.

“Ho conosciuto Elisa Claps nel luglio del 1993 attraverso il fratello Luciano Claps. Ero attratto da lei”.

Così Danilo Restivo, il 39enne potentino accusato di aver ucciso Elisa Claps a Potenza nel 1993, durante la sua deposizione al processo in Inghilterra che lo vede imputato dell’omicidio di Heather Barnett, la sua vicina di casa uccisa il 12 novembre 2002 nel bagno della sua abitazione. Il verdetto è atteso entro la fine della settimana.

“A quel tempo – ha aggiunto Restivo – non ero un ragazzo serio. Dicevo che mi ero innamorato per poter uscire con loro. Dopo poco che sono uscito con lei mi sono dichiarato. E lei mi ha rifiutato perchè aveva una relazione con un ragazzo di Palermo. Non ho avuto altri rapporti con lei se non di amicizia. Ci rimasi male, ma bisogna ricordare che era la sorella di un amico, Luciano, quindi non volevo causare nessun problema”.

Restivo ha confermato di aver incontrato il 12 settembre 1993 Elisa Claps nella chiesa della Trinità di Potenza. I due si parlarono per un po’, poi “Elisa uscì dalla chiesa, mentre io mi fermai ancora un po’ a pregare”. Nonostante i riscontri del dna sui resti della povera Elisa abbiamo provato la presenza di sue tracce, l’uomo ha ribadito così la versione che ha sempre dato agli inquirenti, sostenendo di essere estraneo al delitto.

“La prima volta che ho tagliato dei capelli è stato quando avevo 15-16 anni, al primo anno di scientifico. Ho iniziato come scommessa, tra compagni di classe: per entrare in una cerchia di amici. Poi ho continuato – ha detto anche Restivo – Le prime tre volte è stato per scommessa. Poi ha iniziato a piacermi. Ma l’ho fatto senza voler fare male a nessuno, senza avere un problema con una o l’altra ragazza”.

“Mi piaceva toccare e odorare i capelli – continua Restivo – ma non riuscivo a odorare nessuno profumo perchè avevo un problema al naso. Mi sono domandato che cosa avessi pensato se fossi donna a ricevere un taglio di capelli. E ho quindi deciso di smettere, ho capito che poteva essere pauroso. Ho provato a smettere di tagliare i capelli. Ma accetto di aver continuato in Italia e Regno Unito. Non so perchè ho continuato. Sono anche andato da uno psicologo. Non ho mai saputo che era un crimine, se lo è chiedo scusa”. Il particolare del taglio dei capelli ha importanza, secondo l’accusa, perché sia ad Elisa Claps che ad Heather Barnett dopo la morte furono tagliate ciocche di capelli.

Il 29 giugno al Tribunale di Salerno inizierà l’udienza preliminare del processo che vede Restivo imputato dell’omicidio di Elisa Claps. L’uomo potrebbe chiedere di essere sottoposto a giudizio abbreviato. In caso di condanna la pena sarebbe diminuita di un terzo. All’ergastolo è sostituita la reclusione di 30 anni, salvo casi particolari (concorso di reati e reato continuato) in cui rimane la pena dell’ergastolo.

I funerali di Elisa Claps, il cui cadavere fu trovato il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità – si svolgeranno sabato 2 luglio, a Potenza, alle 10.30, in piazza don Bosco, annuncia il fratello, Gildo Claps.

Il rito funebre sarà celebrato dal don Marcello Cozzi, animatore di Libera Basilicata. Il giorno precedente sarà aperta una camera ardente, nell’aula magna del liceo Quinto Orazio Flacco di Potenza, che la studentessa frequentava quando scomparve, il 12 settembre 1993.

“Sono tante le persone che vogliono salutare Elisa per l’ultima volta – ha detto Claps – ma forse è necessario fissare dei limiti anche per motivi organizzativi”. In attesa di una decisione definitiva, la camera ardente dovrebbe rimanere aperta dal primo pomeriggio alla sera di venerdì. La mattina di quel giorno i familiari di Elisa saranno a Bari, all’Istituto di medicina legale, dove prenderanno in consegna la salma della ragazza e la trasferiranno a Potenza, fino all’aula magna del liceo classico.

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