Avetrana, lo zio Michele stavolta si fa intervistare in garage. Nuove prove contro Cosima: c’è un altro testimone

Michele Misseri

Michele Misseri parla di nuovo alle telecamere di Matrix. Nella trasmissione in onda ieri sera immagini di quello che egli sostiene essere il luogo del delitto: il garage di via Deledda, ad Avetrana. L’uomo ha anche consegnato a Matrix un diario con i pensieri che ha scritto giorno per giorno, in carcere.

Nella lunga intervista lo zio di Sarah si sofferma sulla porta che collega il garage al resto della casa. Per gli inquirenti era aperta il giorno del delitto e lì è stato fatto transitare il corpo della ragazza, uccisa in casa e successivamente portata in garage.

Misseri invece mostra i bidoni e le assi di legno che l’avrebbero ostruita. A suo dire quella porta era chiusa da anni e solo dopo il delitto sarebbe stata aperta dagli inquirenti con un cacciavite. Misseri mostra alle telecamere anche il punto in cui sarebbe caduto il telefono cellulare di Sarah specificando che lo stesso mentre cadeva stava squillando.

L’uomo spiega inoltre di aver parlato con sua figlia Sabrina quando lei è tornata da casa di Concetta Scazzi e non precedentemente, contrariamente a quanto sostenuto dalla ragazza che dice di aver dialogato con il padre mentre si trovava in veranda. Misseri conclude poi la lunga intervista parlando dell’incidente probatorio «non c’è niente di verità -dice- neppure una parola».

Intanto l’auto di Cosima Serrano, madre di Sabrina e moglie di Michele Misseri, non era parcheggiata il giorno dell’omicidio, come sostenuto dalla donna, ma in movimento nel momento vicino e successivo all’omicidio. Ad affermarlo con certezza è un altro testimone, già sentito nei mesi scorsi e riascoltato dieci giorni fa dagli inquirenti, che confermerebbe il racconto, derubricato dall’interessato come un sogno, del fioraio Giovanni Buccolieri.

È questo uno degli assi nella manica che si giocherà l’accusa nell’udienza odierna del Riesame, chiamato a discutere la richiesta di scarcerazione di madre e figlia accusate di omicidio.

Il teste, che è padre di un’amichetta di Sarah, ha raccontato ai magistrati Mariano Buccoliero e Pietro Argentino di aver visto, intorno alle 14,30 di quel 26 agosto, nei pressi di via Deledda, la macchina di Cosima mentre attraversava via Kennedy. La stessa strada del sogno o presunto tale del commerciante di fiori che in quell’occasione avrebbe visto la mamma di Sabrina inseguire Sarah e costringerla con la forza a salire in macchina.

Una deposizione dettagliatissima che il giorno dopo il fioraio ha voluto smentire classificandola come sogno. Ma le carte nelle mani dei pm non sono solo queste. Nelle cento pagine dei nuovi elementi di prova depositate ieri dall’accusa in apertura di udienza, rinviata di 24 ore su richiesta della difesa interessata a studiarseli, ci sono anche nuove intercettazioni.

Si tratta di intercettazioni ambientali di parenti e amici del fioraio che discutendo tra loro nella sala d’attesa della Procura, prima di essere ascoltati, smentirebbero in parte la versione del sogno.

Al vaglio dei giudici, oggi, anche una telefonata di una parente stretta del commerciante che rafforzerebbe la tesi degli inquirenti secondo cui l’episodio sarebbe realmente accaduto e in seguito ritrattato. Le difese, invece, rappresentate dai due leccesi Luigi Rella Franco De Jaco per Cosima Serrano e Franco Coppi e Nicola Marseglia per Sabrina, discuteranno le memorie difensive a sostegno della piena innocenza delle assistite.

I legali di Cosima hanno presentato una perizia tecnica sui cellulari che contraddice quella fatta dai carabinieri del Ros. Sulla base di questi ultimi rilievi, se ritenuti validi, la moglie di zio Michele già questa sera potrebbe lasciare il carcere per i domiciliari oppure del tutto libera.

Michele Misseri, infine: giovedì, dopo aver firmato in caserma dai carabinieri, non è rientrato a casa. Si è temuto il peggio. Dopo alcune ore ha dato notizie di sé: si era allontanato con la figlia Valentina.

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