Linea dura della Figc  nei confronti dell’ex dg e l’ex ad della Juventus, e l’ex vice-presidente della Federcalcio

processo Calciopoli

Radiazione per Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini. E’ la disposizione della Commissione disciplinare della Figc. La Disciplinare ha, quindi, adottato ”la sanzione della preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc” nei confronti dell’ex dg e dell’ex ad della Juventus, e dell’ex vice-presidente della Federcalcio.

Una condotta dalle “aberranti conseguenze” e “altamente inquinante della stabilità” del calcio: queste le motivazioni con la quale la commissione disciplinare nazionale della Federcalcio ha accolto la richiesta del procuratore della Figc di radiare Luciano Moggi. “Risulta evidente l’intrinseca gravità dei fatti e l’aberrante conseguenze a cui ha condotto il modo di concepire la competizione e i rapporti tra le società partecipanti ai campionati e i tesserati – scrive nelle sue motivazioni la commissione guidata da Artico – che ha condotto l’agire” di Moggi. La Disciplinare parla della “condotta illecita e antidoverosa (…) sicuramente connotata dal carattere altamente inquinante della sistematicità e della stabilità organizzativa”, e sottolinea come lo sport non possa abdicare all’osservanza dei principi di lealtà e probità, “pena la sua sopravvivenza”.

“L’innocenza di Luciano Moggi sta nelle altre 170 mila telefonate che solo in parte sono state messe agli atti. Tutti le avevano a disposizione, noi ce le siamo andate a cercare e ad ascoltare… “. Così l’avvocato Paolo Trofino, difensore di Luciano Moggi nel processo penale su Calciopoli in corso a Napoli, commenta la sentenza sportiva di radiazione del suo assistito.

“Non ho seguito io il procedimento presso la Federcalcio – premette Trofino – ma so per certo che Luciano si sente ingiustamente discriminato. Ora che cominciava a dimostrare la sua innocenza, e la squalifica sportiva stava per finire”. La tesi difensiva di Moggi è che le intercettazioni non messe agli atti del processo – una parte delle quali è stata poi aggiunta su richiesta dei suoi legali – dimostrino che non si trattava di ‘sistemà Juve, ma di comportamenti comuni. Tesi peraltro negata dalla Disciplinare della Federcalcio.

“Questa sentenza è rimasta per cinque anni nel limbo – conclude Trofino – È davvero troppo tempo. In qualsiasi sistema giuridico, per quanto rudimentale, non sarebbe possibile”.

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