In manette fiancheggiatori e latitanti del clan dei Casalesi: numerose perquisizioni per trovare il boss

una Ferrari sequestrata ai Casalesi

Si stringe il cerchio attorno a Michele Zagaria. Undici persone tra fiancheggiatori e latitanti del clan dei Casalesi sono state arrestate durante un’operazione dei carabinieri di Aversa (Caserta). I militari hanno anche effettuato numerose perquisizioni alla ricerca proprio del superlatitante Michele Zagaria. Le ricerche si sono concentrate nelle zone di Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Casapesenna e Casagiove. L’operazione è stata coordinata dalla Dda di Napoli.

Beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa un milione di euro, tra cui quote di una societa’ immobiliare con sede a Terni, sono stati sequestrati a Rocco Veneziano, 57 anni, di Castel Volturno (Caserta), geometra e imprenditore edile di recente condannato per aver garantito “assistenza” al clan dei Casalesi per lo svolgimento di attività illecite nel settore delle costruzioni.

Veneziano è considerato punto di riferimento per la gestione degli interessi economici del clan. Sfruttando la sua figura di insospettabile professionista, si prestava a predisporre la documentazione per indire gare di appalto ed a fornire i nominativi delle imprese pulite, alle quali assegnare i lavori per favorire gli interessi del clan. Il professionista è stato di recente condannato alla pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa, essendo stato riconosciuto colpevole di appartenere al clan dei Casalesi, gruppo Bidognetti.

La confisca ha riguardato un fabbricato ed un appezzamento di terreno situati a Casal di Principe (Caserta) nonché quote del capitale sociale di una società immobiliare con sede in Terni, del valore complessivo di circa un milione di euro.

C’e’ anche una soldatessa 25enne, Laura Titta, tra le persone arrestate. La soldatessa è stata arrestata nella caserma di Ascoli Piceno, sede del 235 Reggimento Piceno, dove prestava servizio da dieci giorni. La giovane, considerata un’insospettabile, avrebbe avuto un ruolo importante nella logistica del clan prestandosi – secondo l’accusa – a fare da autista nello spostamento dei latitanti e a consegnare loro i pasti.

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