Nuovi sviluppi nella “spinosa” questione riguardante la definitiva destinazione d’uso della vecchia pensione

alcuni lavori al Minerva

Continua la contesa attorno al “Minerva”. Il Consiglio comunale nei mesi scorsi si è opposto alla richiesta della proprietà di effettuare un cambio di destinazione del progetto da struttura alberghiera ad appartamenti. La vicenda adesso è al Tar.  

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Prima) ha pronunciato la seguente Ordinanza sul ricorso numero di registro generale 1152 del 2011, proposto da:

A.& R. Immobiliare Srl, rappresentata e difesa dagli avv. Giuseppe Aliquò, Grazia Tomarchio, con domicilio eletto presso avv. Giuseppe Aliquò’ in Catania;

contro il Comune di Taormina, rappresentato e difeso dall’avv. Giuseppe Mingiardi, con domicilio eletto presso avv. Giuseppe Mingiardi in Catania;

per l’annullamento della nota prot. n. 17011 del 3.12.2010 con cui è stato avviato il procedimento volto al diniego della concessione, del verbale n. 14/1 del 30.11.2010 della C.E.C. (atto trascritto nella richiamata nota e mai comunicato autonomamente) e della nota prot. n. 972 del 25.01.2011 con cui è stato emesso il diniego, nonché di tutti gli altri atti anche istruttori presupposti, connessi e conseguenziali anche ove non conosciuti,

e per l’accertamento del diritto alla corresponsione del risarcimento del danno per il pregiudizio subito, a titolo di responsabilità aquiliana o, in via di mero subordine, di responsabilità precontrattuale.

Visti il ricorso e i relativi allegati; visti gli artt. 65, 66 e 67 cod. proc. amm.; visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Taormina;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 giugno 2011 il dott. Pancrazio Maria Savasta e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto necessario, al fine del decidere, disporre c.t.u., e per l’effetto, ai sensi dell’art. 67 cod. proc. amm., disporre quanto segue:

a) è nominato c.t.u. il dott. Ing. Filadelfo Tornabene, con domicilio in Via Etnea, 214, Nunziata di Mascali (CT);

b) i quesiti a cui il c.t.u. dovrà rispondere sono i seguenti:

accerti la fondatezza in punto di fatto delle doglianze espresse in ricorso, tenendo conto delle controdeuzioni delle parti resistenti, con particolare riferimento alla sovrapposizione della zona a verde delle limitrofe concessioni edilizie;

c) delega per la ricezione del giuramento del c.t.u. il giudice relatore dott. Pancrazio Savasta;

d) fissa la data del 23 giugno 2011, ore 8.45, per la comparizione del c.t.u. davanti al giudice delegato per la prestazione del giuramento;

e) fissa i seguenti termini:

e.1) il termine del 30.6.2011, per la corresponsione al c.t.u. di un anticipo sul suo compenso, nella misura di euro cinquecento/00, a carico della parte ricorrente;

e.2) il termine del 30.6.2011, per la nomina, a cura delle parti, di propri consulenti tecnici e, comunque, entro il termine stabilito dal ctu per l’inizio delle operazioni peritali;

e.3) il termine del 31 agosto 2011, per la trasmissione alle parti, a cura del c.t.u., di uno schema della propria relazione ovvero, se nominati, ai consulenti tecnici di parte;

e.4) il termine del 15 settembre 2011, per la trasmissione al c.t.u., a cura dei consulenti tecnici di parte, delle eventuali osservazioni e conclusioni;

e.5) il termine del 30 settembre 2011, per il deposito in segreteria della relazione finale del c.t.u.

La predetta consulenza tecnica, da effettuarsi senza la presenza del Giudice, dovrà riportare distintamente i risultati e le conclusioni finali in una relazione scritta (ed in supporto informatico), ove, tra l’altro, dovrà essere accuratamente descritto lo stato dei luoghi adeguatamente rappresentato nei modi ritenuti più opportuni, con allegati i documenti, anche grafici e/o fotografici, ritenuti necessari all’accertamento sopra disposto.

Il predetto termine per il deposito della consulenza non è prorogabile a meno di fatti o eventi eccezionali e motivati, anche ai fini della liquidazione del compenso, tenuto conto che l’art. 52, comma 2° del DPR 115/2002 dispone che “se la prestazione non è completata nel termine originariamente stabilito o entro quello prorogato per fatti sopravvenuti e non imputabili all’ausiliario del magistrato, per gli onorari a tempo non si tiene conto del periodo successivo alla scadenza del termine e gli altri onorari sono ridotti di un quarto”.

Il compenso definitivo per il ctu verrà liquidato, ai sensi degli artt. art. 66, comma 4, e 67, comma 5, c.p.a., con decreto presidenziale motivato, a seguito di presentazione da parte del CTU di apposita istanza di liquidazione spese e competenze, queste ultime determinate secondo le disposizioni in materia di spese di giustizia di cui al d.p.r. n. 115/2002.

La detta istanza, ai sensi dell’art. 71 del citato dpr 115/2002, dovrà essere presentata, a pena di decadenza, entro cento giorni dal compimento delle operazioni richieste dal Magistrato (nel caso di specie, dal deposito della consulenza).

Rinvia per la discussione della domanda di sospensione del provvedimento impugnato alla Camera di Consiglio del 20.10.2011.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Prima) dispone gli incombenti istruttori nei sensi e nei termini di cui in motivazione.

Rinvia alla Camera di Consiglio del 20.10.2011, per la prosecuzione del giudizio cautelare.

Ordina alla segreteria della Sezione di provvedere alla comunicazione della presente ordinanza alle parti e al consulente tecnico d’ufficio nominato.

Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 9 giugno 2011 con l’intervento dei magistrati: Biagio Campanella (Presidente), Salvatore Schillaci (Consigliere), Pancrazio Maria Savasta (Consigliere, Estensore).

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