Dopo l’esito dei referendum, la satira domina il web. La parodia de “L’aereo più pazzo del mondo” è già un cult

Silvio Berlusconi

Il quorum è stato raggiunto, 57 italiani su 100 aventi diritto non hanno rinunciato al voto. Le prime reazioni della politica sono apparse misurate ed equilibrate: i sostenitori del SI hanno brindato e festeggiato, qualcuno ha timidamente esortato il Governo alle dimissioni, ma sul web l’entusiasmo misto all’ironia si è oramai scatenato.

In particolare, una parodia di un famoso film del 1980 ha in pochi attimi conquistato il popolo delle rete: riprendendo una breve scena  de “L’aereo più pazzo del mondo”, a cui sono stati cambiati solo i dialoghi,  il video intitolato “ore 16, panico sull’aereo del Pdl” racconta di un gruppo di fedelissimi del premier che, facendo ritorno da un fine settimana di relax così come era stato suggerito dal presidente, vengono informati sui risultati referendari.

Quasi riprendendo fedelmente quanto dichiarato da Berlusconi qualche istante dopo la chiusura dei seggi, l’hostess di volo, alla quale  tocca  il compito di aggiornare gli ospiti dell’aeromobile su quanto accaduto nel fine settimana elettorale, consiglia ai collaboratori del premier di concentrarsi sulle energie alternative. Sia a proposito dell’acqua che del nucleare quindi, gli uomini del presidente acquistano la consapevolezza di dover abbandonare ogni desiderio speculativo.

Tuttavia, alla notizia che anche il quesito sull’abrogazione di alcune norme che regolano il legittimo impedimento ha ottenuto il parere favorevole della maggior parte dei votanti, il panico si scatena a bordo. «Ghedini ci salverà, nasconderemo la notizia nei nostri telegiornali», urla l’assistente di volo tentando  inutilmente di calmare gli animi. Ciononostante, la fine del viaggio non è delle migliori: la faccia del presidente seguita dalla scritta “the end” lampeggia senza sosta sugli schermi luminosi dell’aereo. L’atterraggio non è quindi riuscito  e neppure i mezzi di sicurezza son serviti.

Rimanendo in rete, il social network più popolare del momento, diventa la piattaforma preferita degli amanti  del web per diffondere la contentezza relativa ai risultati referendari. Basta accedere su Facebook attraverso il proprio  profilo per accorgersi di quanti gruppi sono nati per spingere il governo alla rese: “Berlusconi dimettiti”, “Legittimo godimento”, sono solo pochi esempi.

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