Summit degli autonomisti, in vista della convention del 25 e 26 giugno. Assenti Lo Monte e Latteri, verso la scissione

Raffaele Lombardo

Resa dei conti in casa Mpa. Raffaele Lombardo striglia il partito di cui è leader ed ancor prima fondatore. Il monito in una afosa domenica di giugno a Catania. Il 25 e 26, sempre a Catania, si terrà la Convention in cui il Movimento per le autonomie si rimetterà in sesto per ripartire, magari cambierà look, forse perfino il nome.

Ma un punto è certo: per il suo capo indiscusso così non va: il Mpa si è seduto, fermato, anchilosato nelle greppie del potere, degli assessorati e degli incarichi. “Cambiamo e mutiamo radicalmente la natura di questo movimento”, ha detto. E per essere più chiaro: “Dobbiamo riscoprire il gusto e il piacere di lottare. Vogliamo un partito di militanti, e non di impoltronati. Bisogna tornare in piazza”.

Tutte rivolte all’interno le frecciate ed i riferimenti polemici: al correntismo innanzitutto, e ai voltabandiera. Il Mpa ne conta tanti: il gruppo parlamentare alla Camera si è dimezzato da otto a quatto e non è da poco. “Fosse successo al Nord e alla Lega, quelli che cambiano casacca sarebbero stati cacciati a….”.

E’ un dato che nella convention di qualche ora fa non ci fossero né Ferdinando Latteri, l’ex potentissimo rettore dell’Università di Catania, e neppure l’oramai ex capogruppo alla Camera Camelo Lo Monte, in odore di scissione già da alcuni mesi. Ha invece aperto Lino Leanza, che ha annunziato di volere “andare avanti con Raffaele”. Quindi lui resta, come gli altri fedelissimi storici fra cui il senatore Giovanni Pistorio.

Il partito che metterà le basi fra due settimane, approderà ai congressi probabilmente in autunno. Lombardo ha annunziato che i dirigenti saranno designati democraticamente a scrutinio segreto. “Ma il segretario, una volta eletto, sarà il segretario di tutti”. Obbiettivo: un partito con cinquantamila iscritti e cinquemila militanti, “come la Lega”.

E riguardo il futuro, tessere alleanze “con chi ci sta”. Innanzitutto l’Udc, ma anche le altre componenti del Terzo polo, se decideranno. Chiusura invece all’ipotesi di un ritorno nell’alveo dell’alleanza col Pdl: “Se ci accodassimo ad altri, tutto il lavoro fatto verrebbe vanificato“.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=_yPokK0mAYI[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti