Battisti era e rimane un terrorista: giusta un’azione dimostrativa del calcio italiano per il Mondiale 2014 

il terrorista Cesare Battisti festeggia

Sul boicottaggio dei Mondiali di Calcio in Brasile del 2014 rilanciato dal leghista Roberto Calderoli, dopo che i brasiliani hanno scarcerato il terrorista italiano Cesare Battisti, ci sarebbe da fare un serio “pensierino”. Il ministro per la Semplificazione Normativa, Calderoli, ha ripreso la proposta lanciata da Bruno Berardi, figlio del maresciallo di polizia ucciso nel 1978 dalle  Brigate Rosse.

Il motivo per cui non si dovrebbe respingere questa proposta (come hanno fatto personaggi italiani piú interessati al business che agli ideali) é perché prima di tutto il boicottaggio non prende spunto da un’azione politica, bensí da un’azione sociale ed umanitaria. Secondo, perché la comunitá internazionale, ed in particolare quella dello sport, non dovrebbe tollerare il terrorismo in alcuna forma, anzi dovrebbe opporvisi non giocando in quei paesi che lo giustificano, come il Brasile che prima ha negato l’estradizione di Battisti in Italia, poi gli ha concesso completa libertá.

La Libia é stata tenuta in disparte per anni per aver sponsorizzato il terrorismo, come pure Corea del Nord e Yemen. L’Iraq sta passando dei guai come pure Iran, Sudan e Siria per aver dato rifugio ai terroristi islamici. A questi stati la comunitá internazionale non ha permesso di ospitare giochi né di parteciparvi. Ció che é considerato supporto degli stati al terrorismo prevede sei diverse forme di sponsorizzazione, tra cui “operational support”, che include l’ospitalitá ed il rifiuto all’estradizione. Esattamente la situazione in cui si trova il Brasile.

In questi casi, secondo le regole internazionali, le sanzioni sportive sono alcune delle penalitá previste. A meno che non si ritengano i terroristi islamici diversi dai terroristi per hobby come Battisti. Inoltre, non é giusto definire Battisti un “ex-terrorista”. Battisti era e rimane un terrorista.

Non risulta che si sia mai pentito dei suoi quattro omicidi accertati, anzi si é sempre dichiarato innocente. Da “innocente” é stato arrestato ripetutamente dal 1972 al 1976 per furti e sequestri di persona, poi nel 1979 fu arrestato per i quattro delitti, ma evase nel 1981, quindi condannato in contumacia a quattro ergastoli. Non sorprende il fatto che Battisti sia appoggiato, difeso e finanziato da un gran numero di radical chic, ricchi che amano l’umanitá e odiano la gente.

Quindi non bisogna meravigliarsi se una proposta come quella di Calderoli, per giunta un leghista anti-italiani, infastidisca gli intellettuali di una sinistra che non riesce ancora ad accettare legalitá e sicurezza per i cittadini. A difesa del terrorista si sono creati vari siti web, come Carmillaonline.com che afferma (ripreso da altri siti) come i processi contro Battisti non siano giusti e come una volta le sentenze venissero scritte in anticipo.

Se il Brasile nutriva qualche timore – ad esempio per il fatto che la legge italiana non prevede una ripetizione del processo, qualora il contumace sia catturato – poteva benissimo imporre condizioni all’estradizione, come, ad esempio, il riesame. Tra l’altro, in alcuni casi, una nuova formulazione della norma italiana mira ad assicurare a chi sia stato condannato in contumacia proprio il riesame del caso.

Inoltre, le autoritá brasiliane sanno che un buon numero di giudici italiani tendono a “premiare” pirati delle strade, criminali ed assassini vari, come pure la corruzione dei politici, l’abuso di potere ed i responsabili di stragi, pertanto un personaggio discusso e protetto come Battisti al massimo sarebbe stato condannato a condurre un programma televisivo.

DAL NOSTRO INVIATO
Dom Serafini

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