La Procura insiste sui depistaggi nella morte del giornalista:  nuovi nomi nel registro degli indagati

Antonio Ingroia

“La Procura di Palermo non si rassegna. La ricerca della verità sul caso De Mauro proseguirà ora su due fronti”. Il pm Antonio Ingroia indica le linee delle strategie processuali sulla scomparsa del giornalista del quotidiano L’Ora. Sul primo fronte, quello delle responsabilità dirette, Ingroia ha confermato che sarà presentato appello contro l’assoluzione di Totò Riina.

Dal secondo fronte, quello dei depistaggi, Ingroia si dice certo che nascerà un nuovo processo. Saranno chiamati a risponderne i soggetti per i quali la corte ha chiesto l’avvio di un procedimento per falsa
testimonianza, e cioè l’ex numero tre del Sisde Bruno Contrada, che sta scontando 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; i giornalisti Pietro Zullino e Paolo Pietroni; l’avvocato Giuseppe Lupis e Domenico Puleo.

Il primo atto della nuova indagine sarà la loro iscrizione nel registro degli indagati: praticamente un atto dovuto. ”Questo processo De Mauro bis – ha detto ancora Ingroia – riguarderà i pesanti, ampi e diffusi depistaggi attuati sia all’inizio che nel corso delle indagini sul rapimento del giornalista. Si tratterà non solo di venirne a capo ma anche di capire perchè sono state costruite le false testimonianze e perchè si è cercato di deviare il corso della giustizia”.

“Va pure detto – ha aggiunto il pm – che questi episodi hanno prodotto gravi effetti. Quando si disperdono prove e si distruggono tracce le conclusioni non possono essere diverse. Questa sentenza può apparire come una sconfitta dello Stato ma la guerra non è persa. La Procura non alzerà certo bandiera bianca”.

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