Pubbliche 20mila pagine di messaggi di posta degli anni in cui la star repubblicana era governatrice dell’Alaska

Sarah Palin

Juneau, remota capitale dell’Alaska, torna al centro della mappa politica americana almeno per un giorno. Frotte di giornalisti hanno preso d’assalto la città, in attesa di ricevere un ricco e voluminoso “tesoretto”: 24mila pagine di email ricevute e inviate da Sarah Palin durante i suoi anni da governatrice dello stato americano vengono oggi rese pubbliche a disposizione della stampa, che ne aveva fatto richiesta tre anni fa.

Da tempo la pasionaria repubblicana, ora beniamina del tea party , ha lasciato la città, ma due anni dopo le dimissioni dalla guida dell’Alaska e a tre anni dalla corsa alla Casa Bianca come vice del veterano John McCain, la sua popolarità continua ad essere alta e la sua presenza sulla scena politica americana imponente: proprio in questi giorni, la Palin sta girando il Paese in autobus in vista di una possibile candidatura alle primarie del grand old party.

Oggi, dopo una battaglia durata tre anni, reporter e redazioni giornalistiche potranno letteralmente mettere le mani su una enorme mole di documenti, in copia rigorosamente cartacea: le comunicazioni via posta elettronica ricevute ed inviate dalla Palin dal 2006 al 2008, quando era governatore.

La richiesta era stata fatta, usando la legge che garantisce la trasparenza degli atti nella pubblica amministrazione, nel 2008 da alcuni giornalisti e da un attivista politico, Andree McLeod, proprio quando l’allora sconosciuta politica venuta dai ghiacci del nord era diventata a sorpresa una star come vice del repubblicano McCain, sconfitto poi da Barack Obama. A quel tempo, la Palin era oggetto di un’inchiesta perché sospettata di aver abusato della sua posizione politica per vendicarsi di un funzionario statale, che era stato sposato con sua sorella. Allora era emerso, insospettendo un po’ tutti, che la governatrice era solita usare account privati, e non quelli ufficiali dello stato dell’Alaksa, anche per le comunicazioni ufficiali.

Giornali, televisioni e siti di informazioni americani sono oggi in fibrillazione, in trepidante attesa del grande momento, quando, nel tardo pomeriggio in Italia, le copie dei messaggi email verranno finalmente consegnate: sei scatoloni, al costo di 725 dollari – contibuto spese carta – per chi è venuto di persona a Juneau a prenderseli. Alcune centinaia in più se si è scelto di farsi spedire il materiale via corriere.

Leggere tutte quelle pagine si preannuncia impresa ardua. Msnbc, ProPublica e Mother Jones stanno allestendo un database dei documenti consultabile, un po’ come è stato fatto dai maggiori media internazionali per l’affaire Wikileaks. Qualcuno, come il Guardian, conta sulla buona volontà dei lettori, chiedendo espressamente il loro aiuto per segnalare le cose più interessanti, spulciando qua e là fra i fogli finora riservati. New York Times e Washington Post hanno arruolato centinaia di volontari per spulciare i documenti in tempo reale.

L’aspettativa è elevata, ma non è chiaro se quei pesantissimi scatoloni apriranno davvero nuovi scorci su una delle protagoniste della scena politica americana degli ultimi anni, non estranea a controversie e pesanti gaffe. Nessun commento, per ora, da parte dei legali di famiglia, ma la stessa Palin, in un’intervista su Fox News domenica scorsa, si è mostrata sicura e poco preoccupata per il nuovo ciclone che rischia di investirla. “Non c’è più nulla di privato nella nostra famiglia”, ha detto.

C’è da scommettere che in mezzo a quelle migliaia di fogli qualcosa salterà fuori: le comunicazioni riguardano soprattutto gli affari nel settore petrolifero e del gas. Circa 2.400 pagine sono comunque state tenute riservate perché contengono informazioni privilegiate e per la tutela della privacy.

In questi anni la vita della Palin, il suo rapporto con il marito, la famiglia e i figli, sono stati passati al setaccio e scandagliati senza pietà, anche attraverso documenti trafugati in modo illegale. “Ogni pietra in casa Palin che potesse essere scoperchiata e rivelare qualcosa, è già stata spostata e calciata”, ha assicurato l’ex governatrice, ostentando sicurezza. Rimane da vedere, ora, se redazioni, reporter e lettori aspiranti giornalisti riusciranno invece a stupirla.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=n63ChaeVdGg[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti