Massimo organismo internazionale chiede “piazza pulita”. Nuovi interrogatori e spunta il nome di Taibi 

Beppe Signori

Proseguono gli interrogatori alla procura di Cremona per il caso-scommesse. Dopo l’interrogatorio di Beppe Signori, oggi il pm Di Martino interrogherà il commercialista Giannone e l’ex calciatore Parlato. Successivamente toccherà al calciatore del Cus Chieti Gianluca Torcella e lo scommettitore Ismet Mehmeti che sideranno davanti al gip Salvini. Sempre oggi i rappresentanti legali del bookmaker austriaco Skysport 365 consegneranno in Questura l’informativa contenente una lista di gare di Serie A e B giudicate da loro sospette a cuasa dei flussi anomali di scommesse. Segui la diretta della giornata.

“Le inchieste condotte in molte procure distrettuali antimafia ci consentono di affermare che la criminalità organizzata sta acquisendo quote sostanziose del mercato del gioco, i cui introiti, anche quelli legali, sono in crescita. Questa sta diventato la nuova frontiera delle mafie”. Lo afferma il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, in un’intervista pubblicata su L’Espresso, commentando il nuovo scandalo calcioscommesse.

“Fa comodo – spiega Grasso – a tutte le cricche che vogliono lucrare in questo mondo dove ormai girano grossi capitali con tanti attori, alcuni dei quali cercano di trarre i maggiori vantaggi possibili. Anche con il ricorso all’illecito. Una squadra di calcio può essere un mezzo per riciclare, anche se ve ne sono di migliori. A livello di serie A il filtro ha funzionato; sui dilettanti i controlli sono più difficili, anche se noi collaboriamo con la procura della Figc”.

Il procuratore indica poi una soluzione: “se le scommesse venissero analizzate da un esperto di giochi, capace di raccogliere le anomalie – osserva – si potrebbero far partire subito indagini o bloccare le puntate. Si potrebbe introdurre, sul modello antiriciclaggio delle operazioni sospette, un osservatorio centrale che analizzi i flussi di scommesse e individui le eventuali anomalie che fanno scattare le indagini della procura federale prima e della magistratura poi se si realizzino ipotesi di reato”.

“Non saremmo qua se non avessimo avuto il sentore di qualcosa che non andava, di alcune irregolarità”. Lo ha detto il responsabile dell’ufficio legale del bookmaker austriaco Sky Sport 365, Francesco Baranca, dopo aver parlato con gli investigatori che stanno indagando sul calcioscommesse. Baranca è stato sentito per circa un’ora dagli uomini della squadra mobile di Cremona ai quali, però, non ha consegnato la lista di partite che secondo il bookmaker sarebbero sospette a causa dei flussi anomali di puntate. Una lista, che era stata annunciata dallo stesso bookmaker e che comprenderebbe una decine di partite di serie A e altrettante di B. “È stata una chiacchierata conoscitiva – ha spiegato Baranca – e ci siamo accordati per rivederci e fornire ulteriori informazioni”.

Il bookmaker ha confermato comunque agli inquirenti le anomalie su alcune partite, tra cui Atalanta-Piacenza (una di quelle finite al centro dell’inchiesta) su cui si sono registrate puntate per una decina di milioni. Volumi di gioco che generalmente si registrano per incontri ben più importanti come quelli di Champions League. Le irregolarità, dunque, ci sarebbero state. “Ma si tratta di valutazioni su dati e flussi di giocate – ha concluso Baranca – su cui non c’è al momento nulla di preciso”.

“Si sta rincorrendo lo scoop. Mettere sullo stesso piano persone estranee ai fatti, come Totti e De Rossi, con altri che sono indagati non fa altro che alimentare confusione. Mi sembra si stiano cercando dei nomi per regalarsi le prime pagine dei giornali”. È piuttosto amareggiato il presidente dell’Aic, Damiano Tommasi, che al suo ingresso in Federcalcio ha ammesso di aver sentito i suoi ex compagni alla Roma ed è tornato sui fatti del nuovo scandalo di scommesse che ha travolto il calcio italiano.

“Dobbiamo ragionare su fatti e provvedimenti da prendere – ha aggiunto – C’è bisogno di chiarezze per procedere poi con atti ed eventuali sanzioni, anche se la Giustizia Sportiva ha bisogno di altri tempi rispetto a quella ordinaria. Le sensazioni della Procura di Cremona? È chiaro che parlare di sensazioni presta il fianco alle polemiche. Mi auguro che non sia una leggerezza, e che ci siano gli elementi necessari per sostenere determinate tesi. Certo se si parla al condizionale…..”.

“Il problema delle scommesse è sterno ed estraneo al calcio. Noi da questo meccanismo riceviamo solo danni”: così il presidente della Lega di serie A Maurizio Beretta, a margine del Consiglio federale. Secondo il presidente della Lega di A “è necessaria una struttura di vigilanza sulle scommesse nel calcio. Noi – conclude – siamo oggetto di scommesse che non ci riguardano, da questo meccanismo arrivano solo danni”.

“Quello che deve valere sono i fatti certi. Le indagini devono essere fatte con rigore ed in tempi stretti ma bisogna distinguere le cose reali dai polveroni che rischiano di danneggiare la serie A”. Così il presidente della Lega di serie A, Maurizio Beretta, a margine della riunione del Consiglio federale. “Abbiamo grande fiducia nell’inchiesta – ha aggiunto – ma dobbiamo fare il massimo sforzo per evitare sospetti generici e polveroni perchè tutto questo fa male al calcio. Pensiamo che tutto debba essere fatto con determinazione e chiarezza – ha proseguito – non vogliamo sconti ma bisogna essere molto onesti nell’individuare responsabilità precise. Non bisogna coinvolgere nel gioco al massacro società e giocatori che non c’entrano”.

“L’inchiesta sia ‘giustà e non affrettata. Siamo sotto accusa impropriamente, queste sono accuse troppo facili”. È quello che il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, auspica al suo ingresso nella sede della Figg, dove è appena cominciato il Consiglio Federale, non solo dalla giustizia ordinaria, ma anche da quella sportiva, anche perchè, nella gran maggioranza, il calcio resta pulito. “Il calcio della Lega Pro – ha aggiunto – è in massima parte pulito, con imprenditori seri. È vero che qualcuno va in difficoltà con le risorse, ma proprio per questo diventa vitale una riforma del campionato autoriducendosi”.

A fare infuriare Macalli sono le affermazioni sulle tentazioni che dei ragazzi di Lega Pro potrebbero avere, visto che non guadagnano tanto. “Ho sentito dire che qualcuno bara perchè i club non pagano gli stipendi, ma non è vero. Uno come Paoloni guadagna 25 mila euro l’anno, non mi sembra così poco per un ragazzo della sua età”. L’ultima del presidente della Lega Pro è sul blocco delle partite. “Questi delle agenzie, quando vedono movimenti anomali sulle partite vadano direttamente alle Procure della Repubblica – ha concluso – Trovare una soluzione in mezzo a questo ciclone è molto difficile”.

Dopo il deciso intervento del presidente Platini dalle pagine del quotidiano francese ‘Liberation’, il segretario generale dell’Uefa Gianni Infantino ribadisce la ferma posizione della Federazione europea sul tema caldo delle scommesse illegali.

“Le parole del presidente – esordisce Infantino, intervenuto al doppio appuntamento di Kiev e Varsavia per celebrare l’arrivo ad un anno dall’inizio degli Europei 2012 – è il primo dopo lo scoppio dello scandalo in Italia, ma certo non il primo in assoluto da parte dell’Uefa. Abbiamo già avanzato proposte come la creazione di una polizia dello sport europeo, ma quando ci si muove su questo terreno c’è sempre il problema della sovrapposizione fra giustizia sportiva e giustizia civile. Così abbiamo deciso di procedere in coordinamento con i singoli Paesi, caso per caso”.

Secondo Infantino, comunque, Euro 2012 non corre grandi rischi di inquinamento da scommesse illegali. “A questi livelli – spiega il segretario in carica dal 2009, ma in Federazione da 11 anni – le partite hanno troppi riflettori puntati addosso: per questo a far gola sono piuttosto le gare di minor risonanza, come quelle di Serie B o Lega Pro, dove circola meno denaro ed i protagonisti possono essere coinvolti con più facilità”.

“In ogni caso – prosegue Infantino – l’importante è che passi il messaggio della tolleranza zero. Come proprio di recente l’Uefa ha dimostrato con la radiazione di due arbitri nell’Intertoto, per il semplice fatto di non aver denunciato di aver subito un tentativo di approccio da individui del mondo delle scommesse illegali. Ci sono state anche altre prove del fatto che qualcosa si muove, come la condanna a cinque-sei anni di due persone in Germania; ora vedremo a che cosa porterà l’inchiesta in Italia”.

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