A due anni dal ritorno alle urne, è già iniziato il valzer delle alleanze e transumanze. Meglio starsene a casa?

Taormina nel 2013 alle urne

Mancano ancora due anni esatti alle prossime elezioni amministrative eppure a Taormina la lunga volata è già scattata. Tanti nomi – i soliti – e poche novità. Proprio perchè ancora è talmente presto, risparmiamo (per il momento…) a noi stessi e a voi lo “stillicidio” delle grandi manovre Si sente dire, addirittura, che ci siano 15 persone che vorrebbero candidarsi a sindaco.

E’ il gran valzer degli aspiranti sovrani, il tango  delle alleanze e la rumba delle transumanze.

Quel che appare lampante è che, senza particolari distinzioni di schieramenti, si sta subito pensando alla logica del “mors tua vita mea”, alla calcolatrice e al vincere “punto e basta”. Poi se, come sempre, verrà il tempo dell’ingovernabilità e non sarà possibile amministrare, beh chi se ne frega… Tanto i taorminesi sono i soliti “boccaloni” che con puntualità svizzera faranno la loro parte il giorno delle elezioni: e poi un calcio nel sedere, tanti saluti e arrivederci tra cinque anni.

Professionisti della politica e docenti dell’affare, furbetti del quartierino, saltimbanco patentati, gente inconsistente che non è nè nè carne nè pesce, e ci sono anche i buoni che però non incidono: il panorama è questo e bisognerebbe interpellare il mago Otelma per comprendere cosi Taormina dove possa andare.

Ci sarebbe da ironizzare se non fosse che la situazione è quella di una città che fa una fatica bestiale a rilanciarsi ed anzi, mentre il taorminese fallisce, accorre e si moltiplica lo straniero che porta in dote l’odore inconfondibile dei panni puliti in lavatrice….

L’impressione complessiva, assai poco edificante, è che non sia ancora maturata nella politica taorminese la lucida consapevolezza che certe feste non possono durare a lungo. Adesso si andrà tutti a Teatro con un bel biglietto omaggio ma dopo l’estate il bigliettino – quello del “si vende” – lo metteranno altri.

Per provare a cambiare un minimo le cose non si può pensare di incuiciare con i soliti “maneggioni” e poi un bel brindisi. Altrimenti il concetto di “buon governo” va a farsi fottere e sarà forse pura teoria programmata di come prenderlo poi in quel posto a distanza di due o tre anni.

E’ chiaro che alle elezioni si gareggerà, ieri oggi e domani, come sempre, per vincere e certamente non per difendere lo stendardo dell'”Istituto Fate Bene Fratelli”. Ma i disastri “ciclopici”  di questi anni un perchè ce lo dovranno pure avere…. Sarà un insieme di cause ma qualche comune denominatore, a ben riflettere, esiste.

E allora chissà, nel mare della mediocrità che è l’attuale politica taorminese, se prevarrà il “richiamo della foresta” che a volte diventa “abbraccio mortale”, o se magari ci si vorrà mettere sul serio in gioco anche a costo di qualche numero in meno e un pò di credibilità in più.

Senza offesa per nessuno, in un quadro talmente desolante, al momento converrebbe starsene a casa e neppure perder tempo a votare se poi si dovrà assistere alle solite sceneggiate di palazzo dove si inizia da regole e manuali e si finisce alle piroette di quelli che si rifanno la verginità come Cicciolina il giorno della prima comunione….

C’è chi vorrebbe Vittorio Sgarbi in campo. Per “raddrizzare” la Taormina attuale, quasi quasi, ci viene in mente però un volto nuovo ancor più dissacrante: Rocco Siffredi, da Ortona. Ci perdonino le signore ma l’equazione, seppur spinta, rende l’idea.

Siffredi si è fatto 20 mila donne, mentre qui alcuni pseudo-politici l’hanno messo in quel posto (senza distinzioni di sessi…) a 10 mila taorminesi. Da una parte uno che dà il massimo per ottenere il meglio, dall’altra quelli che fanno il minimo per assicurarsi l’indispensabile….

www.blogtaormina.it

© Riproduzione Riservata

Commenti