L’Assessore alla Sanità al convegno Smi a Taormina traccia il futuro del servizio di emergenza-urgenza

Massimo Russo

Il 118 siciliano un modello per l’intero Paese, un giudizio che ci è stato riconosciuto da più parti a conferma della bontà del lavoro svolto in questi ultimi anni: un risultato ottenuto grazie a una nuova metodologia di lavoro che prevede il rispetto delle regole, la trasparenza, la conoscenza, la programmazione e l’innovazione”.

Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute Massimo Russo al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, nel suo intervento al convegno, organizzato dal Sindacato medici italiani, sul tema “Il 118 in Sicilia: un modello per l’Italia”.

All’evento organizzato dal dott. Enzo Picciolo, responsabile regionale del Sues 118 Smi, hanno preso parte tutti i vertici regionali della Sanità. Sono intervenuti, tra gli altri, Salvatore Valore, segretario regionale Smi, ed il segretario nazionale Salvo Calì. Presente anche il manager dell’Asp 5, dott. Salvatore Giuffrida, il presidente dell’Ordine dei medici di Messina, Giacomo Caudo, e il sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua. 

L’assessore Russo ha dato importanti  risposte sul futuro del 118. “Non possiamo dimenticare – ha detto l’Assessore – da dove siamo partiti e che cosa abbiamo ereditato. Con la legge di riforma del sistema sanitario abbiamo delineato anche la fisionomia del nuovo 118. Bisognava riportare a sistema tante componenti frammentate e lo abbiamo fatto con un apposito servizio in assessorato, con l’analisi dei fabbisogni, le linee guida e un vero e proprio piano industriale: insomma, una rivoluzione, anche culturale. Certo, abbiamo ancora molta strada da fare in un’ottica di razionalità ed efficienza. L’obiettivo è realizzare da qui a due anni un sistema in cui tutto ruoti attorno alla Seus, a cui fanno capo elicotteri, sedi operative e personale”.

Secondo Russo “anche l’aspetto formativo dovrà prima o poi fare capo alla società (che è interamente a capitale pubblico, essendo gestita per il 51% dalla Regione siciliana e per il restante 49% dalle aziende del sistema sanitario) attraverso l’istituzione di master biennali di secondo livello in sinergia con gli atenei siciliani. Entro ottobre daremo vita in Sicilia a un centro di simulazione che si candida a essere centro di formazione per il Mezzogiorno e Mediterraneo. I medici convenzionati e gli infermieri dovranno essere strutturati all’interno del nuovo modello di emergenza urgenza e stiamo lavorando anche per valorizzare il volontariato che è una componente importante del sistema”.

Enzo Picciolo, responsabile regionale Emergenza del sindacato, ha fatto il punto sul 118 in Sicilia spiegando che il modello già in funzione a Messina è stato ottenuto applicando rigorosamente le linee guida dell’assessorato regionale. E il modello del 118 siciliano è stato oggetto di apprezzamento in una lettera fatta pervenire dal ministro della Salute, Fazio.

Sono intervenuti al convegno anche: Rosalba Muratori (presidente regionale dello Smi), Gina Mollica (direttore del Dipartimento cure primarie Asp 5), Dino Alagna, dirigente dell’assessorato regionale della Salute, Francesco Basile (preside della Facoltà Medicina dell’Università etnea), che ha presentato il master su Management sanitario e gestionale delle emergenze mediche territoriali creato tra gli atenei di Palermo, Messina e Catania. Il master partirà nel 2012-2013, a Catania.

L’on. Giuseppe Laccoto, presidente della commissione Sanità all’Ars, ha parlato del futuro dei medici del 118 e l’on. Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione Affari sociali della Camera, ha infine relazionato sul “sistema di emergenza-urgenza da medico e da… utente”.

Massimo Russo

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