Il legale di Berlusconi: “chieste carte bancarie senza autorizzazione a procedere della giunta della Camera”

Niccolò Ghedini

Nelle indagini sul caso Ruby, che vede il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (assente per l’occasione) indagato per prostituzione minorile e concussione, la procura di Milano ha violato la corrispondenza del premier.

È l’accusa del legale di Berlusconi, Niccolò Ghedini, secondo il quale i pm hanno chiesto carte e documenti bancari senza avere l’autorizzazione a procedere alla giunta per le autorizzazioni della Camera. Un atto necessario, secondo la difesa, dato che Berlusconi è un parlamentare.

Lo stesso legale, poco prima, aveva presentato un’altra eccezione riguardante le intercettazioni, sostenendo in particolare che per uno dei due reati di cui è accusato il presidente del Consiglio, la prostituzione minorile, gli inquirenti non potevano effettuare intercettazioni, perché non lo prevede il reato. Inoltre i legali, finendo di illustrare le 16 eccezioni preliminari (su cui i giudici decideranno il prossimo 18 luglio), hanno lamentato il fatto che non sia stata prevista un’udienza per la formazione del fascicolo del dibattimento e hanno esposto anche un problema di notifica degli atti a Silvio Berlusconi.

Intanto l’avvocato Egidio Verzini si è presentato al presidente del collegio Giulia Turri spiegando di essere il sostituto dell’avvocato Paola Boccardi, dello studio Pensa di Milano. Ruby ha preferito cambiare legale per divergenze nella linea di difesa. L’avvocato Egidio Verzini ha aggiunto di aver ricevuto l’incarico la settimana scorsa dalla giovane marocchina, ma sulle circostanze che hanno portato alla sua nomina non ha voluto specificato altro.

«Sono un legale molto conosciuto dalla mie parti», ha detto conversando con i cronisti in una pausa dell’udienza. Ma quando i giornalisti gli hanno fatto notare che Ruby non è di Verona, il legale non ha risposto.

I precedenti legali di Ruby sono stati l’avvocato Paola Boccardo e prima ancora l’avvocato Massimo Dinoia. Il primo avvocato in assoluto che si occupo di Ruby Karima fu Luca Giuliante, tra le altre cose già tesoriere del Pdl milanese, consigliere dell’università Bocconi, avvocato di Fiorani e di Lele Mora, ex consigliere provinciale nella giunta di Ombretta Colli, ma alcune intercettazioni telefoniche con la sua assistita, finite nei brogliacci depositati nel processo, ne hanno sconsigliato la difesa.

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