Premier si confida con Raffaele Lombardo e dà ok alle primarie: “ma i votanti non ci siano infiltrati di sinistra”

Silvio Berlusconi

”Come stai?”. “Come quello al quale stanno preparando il funerale”. La domanda la rivolge il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo. La risposta arriva direttamente dal premier Silvio Berlusconi. È lo stesso Lombardo a svelare i contenuti del suo ultimo incontro con il Cavaliere. I due prima si sentono al telefono, poi si danno appuntamento a Palazzo Grazioli.

È qui che arriva lo sfogo del premier. Che si lamenta di “una vita tumultuosa”, per poi arrivare a ciò che più lo angoscia. “Gli 820 milioni del Lodo Mondadori, una rapina, una vergogna, al massimo 250 milioni, non posso pagare tanto”, afferma secondo quanto riferisce Lombardo. Il riferimento è alla sentenza di appello sul Lodo Mondadori attesa a breve (in primo grado il premier è stato condannato ad un risarcimento di 750 milioni in favore di Carlo De Benedetti).

Di processo in processo, il Cavaliere passa al Rubygate, che chiama “quella storia”. “Ti giuro che non ho toccato nessuno, ero convinto che quella era la nipote di Mubarak”, si giustifica il premier con Lombardo. Poi si passa alla politica.

“Non sono contrario alle primarie nel Pdl, purché i votanti siano davvero sostenitori del nostro partito e non infiltrati della sinistra”. A sostenerlo è stato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo a “La telefonata” di Maurizio Belpietro su Canale 5. Sul referendum, ha poi spiegato, “l’esito non ha nulla a che vedere con il governo, e l’esecutivo si adeguerà alla volontà dei cittadini”.

Ritornando poi all’esito delle amministrative, il premier ha ribadito un concetto già espresso a ridosso del voto. “Riconosco la sconfitta, abbiamo subito un gol ma continuiamo a vincere e a condurre per 4 a 1”.

Per il premier, inoltre, il governo ha “tutto il tempo” per “completare il pacchetto delle riforme” attese dal 1994, quella del fisco, “che gli italiani attendono con maggiore impazienza”, “il rilancio del Sud” con le infrastrutture, la riforma della giustizia e dell’architettura dello Stato, “con la riduzione anzi il dimezzamento del numero dei parlamentari e il conferimento al governo di poteri come negli altri Paesi europei”.

E sui referendum ha precisato: “Il loro risultato non ha nulla a che vedere con il governo”. “Non daremo nessuna indicazione ai nostri sostenitori che avranno anzi libertà di scelta – spiega – anche se questi referendum nascono da iniziative demagogiche”, ha aggiunto.

“Il quesito sull’acqua – prosegue – è del tutto fuorviante perché non è vero che la legge che si vuole abrogare voglia privatizzarla ma solo porre fine a sprechi. E sul nucleare – dice ancora – le norme sulla localizzazione delle centrali sono state già abrogate e quindi si chiede ai cittadini di votare sul nulla”. Ad ogni modo, assicura Berlusconi, “ci asteniamo dal prendere posizione e ci adegueremo alla volontà dei cittadini”.

“Tremonti non esita sulla riforma fiscale, anzi noi dovremmo fare un monumento a Tremonti. Gli italiani dovrebbero fargli un monumento, e anche a tutto il governo perché stiamo riuscendo ad uscire dalla crisi senza aver adottato le misure che gli altri Paesi europei hanno adottato, come l’abbassamento degli stipendi pubblici, e non abbiamo mai messo le mani nelle tasche degli italiani”.

Il premier, a proposito della indicazione di Angelino Alfano come segretario politico del Pdl, spiega che “avrà tutti i poteri” che a norma dello Statuto rinnovato “gli verranno delegati dal presidente” e sara’ lui a dare ai coordinatori “i compiti che riterrà opportuno”. Quanto al nuovo ministro della Giustizia, il Cavaliere afferma che Alfano lascerà e il successore sarà individuato quando, “dopo il cambiamento dello Statuto, Alfano entrerà nel vivo delle sue funzioni. In quel momento avremo il nuovo ministro della Giustizia”.

Il premier, riguardo ad alcune contestazioni subite in occasione del 2 giugno, ha commentato: ”Noi non andiamo mai a disturbare i comizi della sinistra, sono loro che ci mandano le squadre organizzate: ieri sono stato applaudito tutto il giorno ma all’inizio della giornata c’era il solito squadrone di venti ragazzi organizzati dalla sinistra che quando sono arrivato all’Altare della Patria ha inscenato una dimostrazione contro di me e i giornali hanno potuto scrivere ‘Berlusconi fischiato e applaudito”’.

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