Identificata l’azienda che ha distribuito il prodotto: commercia in Germania ed esporta in Europa e Oriente

germogli di soia

Sono stati i germogli di soia tedeschi, mangiati crudi, a scatenare l’epidemia del batterio killer Escheria Choli (Ehec) in Germania. Lo ha confermato alle 18 in una conferenza stampa ad Hannover il ministro dell’Agricoltura della Bassa Sassonia, Gert Lindemann (Cdu), secondo il quale le autorità mediche si trovano adesso «sulla pista giusta».

«Abbiamo identificato un prodotto che è stato fornito in tutte le località in cui si sono verificate vaste infezioni di Ehec», ha spiegato il ministro. Già alcuni anni fa i germogli di soia avevano provocato in Asia un’epidemia analoga a quella scatenatasi in Germania, che ha provocato finora 21 vittime nel Paese, con un totale di 1526 persone infettate. Le autorità della Bassa Sassonia hanno anche individuato un vivaio, nella provincia di Uelzen, che ha distribuito in varie parti del Paese i germogli da consumare crudi. Il ministro ha riferito che è stato anche individuato, «con molta precisione», il percorso di distribuzione dei germogli sospetti.

I germogli sono stati forniti, direttamente o tramite intermediari, a ristoranti di Amburgo, Schleswig-Holstein, Mecklenburg-Pomerania occidentale, Bassa Sassonia e Assia. Finora, la presenza dell’agente patogeno Ehec nei germogli coltivati a Uelzen non è ancora stata provata in laboratorio: i risultati definitivi si avranno lunedì mattina. Tuttavia gli indizi sono tali da aver indotto il ministero ad allertare la cittadinanza perché si astenga, al momento, dal consumo dei germogli. Non è al momento escluso che la contaminazione sia avvenuta fuori dal vivaio, quando i germogli erano già stati venduti. L’azienda commercia soprattutto in Germania, ma esporta i propri prodotti anche in altri Paesi europei e dell’estremo Oriente.

I germogli di soia sono un alimento molto diffuso nella cucina etnica e tra i vegetariani per l’importante apporto di proteine. In Italia sono in genere consumati in estate, da soli o come condimento, e sono venduti in buste, vassoi o in scatola. Recentemente, come sottolinea la Coldiretti, si è diffusa anche la coltivazione casalinga. I prezzi variano dai 4 ai 6 euro al chilo per il prodotto venduto in vassoi, e nei supermercati è possibile acquistare germogli di soia di produzione italiana, quindi al sicuro dalla contaminazione, che è avvenuta sicuramente in Germania.

Intanto il bilancio dell’epidemia da Ehec è salito ad almeno 22 morti accertati: lo ha reso noto il Centro Europeo di Stoccolma per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, precisando che tutti i decessi si sono finora verificati in Germania tranne uno, avvenuto in Svezia. I casi conclamati di contagio sull’intero continente ammontano a 1.605, cui ne vanno aggiunti altri 658 colpiti dall’Hus, una sindrome correlata all’infezione che colpisce i reni e provoca forte anemia.

Ancora una volta, ha sottolineato l’istituto svedese, la maggior parte degli episodi, 1.536 e 627 rispettivamente, si sono concentrati in territorio tedesco. Nel giro di appena 24 ore la variazione in aumento è stata di 328 e 107 unità. Tra i nuovi casi di contagio da Ehec, quattro sono stati localizzati in Gran Bretagna e altrettanti in Danimarca, a conferma che il fenomeno appare comunque interessare essenzialmente il Nord-Europa.

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