Alta tensione tra i due maggiori partiti americani sulla spesa pubblica e l’agenda per la ripresa economica

Il Congresso americano

Se si guarda oltre gli spot trionfalistici e le trovate pubblicitarie, la realtà dell’Occidente risulta tutt’altro che segnata da una stagione di crescita. Ed il termometro dell’economia occidentale è rappresentato  in un certo senso dagli USA.

I dati economici più recenti dicono  che in USA l’occupazione è in calo e che al momento il governo Obama stenta a trovare una ricetta che favorisca la crescita.

Ed un nodo controverso in quella che è  la politica statunitense è rappresentato dall’approvazione della legge di bilancio. È su questo punto che si scontrano di più le posizioni del presidente con il fronte opposto dei repubblicani.

Una guerra tra i due maggiori partiti americani che si è spostata in parlamento e sulle linee programmatiche di approvazione della legge di bilancio. Per i repubblicani auspicano, anche in relazione al calo della disoccupazione, una riduzione della spesa pubblica ed investimenti volti a favorire la ripresa dell’economia.

Sono contrari a misure di innalzamento del debito pubblico e soprattutto credono che la politica di Obama, che credeva che si potesse rilanciare l’economia attraverso una maggiore spesa pubblica, sia stata fallimentare.

Sul fronte opposto invece i democratici credono che i repubblicani facciano ostruzionismo ed impediscono così facendo la creazione di nuovi posti di lavoro.

E questa tesi è sostenuta con forza dal democratico Sander Levin. A loro giudizio infatti la stretta dei repubblicani sul bilancio non favorisce la crescita e soprattutto potrebbe colpire il ceto medio.

Essi a  suo giudizio contribuiscono a creare incertezza e quindi a non favorire la ripresa economica.

Le distanze tra i due partiti e soprattutto la differenza di visioni sulla questione lascia capire la portata dello scontro politico in atto. Certo è che nel mese di maggio il dato della disoccupazione USA si attestava intorno ai 25 milioni e che forse per giungere a una soluzione del problema i due maggiori partiti americani dovrebbero trovare un compromesso che vada oltre le posizioni puramente ideologiche.

Francesco Capaldo

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