Corpi di donne e bambini: è una parte dei 270 migranti dispersi; condizioni meteo impediscono soccorsi 

una carretta in mare

Circa 150 cadaveri sono stati recuperati a seguito del naufragio di una nave che si è rovesciata al largo delle coste tunisine, mentre era carica di migranti in fuga dal conflitto in Libia. Si tratta con tutta probabilità dello stesso natante andato a picco giovedì al largo dell’isola di Kerkennah e sul quale l’Autorità portuale tunisina aveva lanciato l’allarme. Le ricerche sono anc0ra in corso e il bilancio è provvisorio. I dispersi sono ancora 200, ma secondo fonti della stessa Croce Rossa in mare si troverebbero ancora numerosi corpi.

Il peschereccio, diretto a Lampedusa con a bordo circa 800 persone, era entrato in avaria a una quarantina di chilometri dall’isola tunisina di Kerkennah, ma le cattive condizioni meteorologiche avevano ritardato le operazioni di soccorso. È stata la guardia costiera tunisina a dare notizia del naufragio, giovedì, confermando appunto di aver ripescato 587 persone.

Un portavoce dell’Onu ha detto che «si sa che tra loro c’erano molte donne e bambini». I sopravvissuti sono stati portate in campi per i rifugiati per essere assistiti. L’incidente, ha detto il portavoce, «sembra uno dei peggiori e più gravi per numeri di morti tra quelli accaduti quest’anno nel mar Mediterraneo.

Il mare mosso impedisce i soccorsi, il massimo che possiamo sperare è di riuscire a ripescare i cadaveri sabato mattina» ha dichiarato il colonnello Tahar Landoulsi, capo della guardia costiera di Sfax, nel sud della Tunisia. «Abbiamo pochissime chance di trovare sopravvissuti», ha tagliato corto il colonnello.

Gli ottocento a bordo della nave naufragata mercoledì erano in massima parte sub-sahariani, ma anche asiatici, partiti dalla Libia. Il motore del barcone è andato in panne a 36 chilometri dalle isole tunisine Kerkennah. Il mare grosso ha impedito alle unità della Guardia costiera e dell’esercito tunisino di avvicinarsi. Il panico ha quindi assalito i clandestini quando hanno visto che le operazioni di soccorso e trasbordo andavano a rilento in quanto a fare la spola erano solo i gommoni Zodiac.

Fra i 570-580 migranti evacuati, c’erano 9 bambini piccoli, 91 donne e 470-480 uomini stando alle autorità. Di questi, circa 200 erano nigeriani. Alcuni feriti e due donne incinta sono state ricoverati all’ospedale di Sfax. Due dei migranti tratti in salvo sono deceduti; gli altri sono stati trasferiti nel campo profughi presso il confine tunisino-libico, a oltre 300 chilometri da Sfax.

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