Slogan posizionati lungo le strade per sensibilizzare i cittadini contro il vizio che può causare il cancro

cartellone anti-fumo a New York

La cittá di New York prende sul serio il problema del fumo di prima e seconda mano (passivo), al punto di vietarlo in tutto i locali pubblici, ma Los Angeles é ancora piú severa, al punto di vietarlo anche davanti a negozi e ristoranti, se non spostandosi a tre metri di distanza.

Non é raro assistere a Los Angeles a scene dove alcuni turisti stranieri con le loro belle sigarette che penzolano dalle labbra vengono allontanati dai commercianti anche se, dotati di euro che escono dalle tasche, stavano ispezionando merce esposta fuori dai negozi con l’intento di acquistarla.

A Santa Monica, Beverly Hills ed altre localitá turistiche intorno a Los Angeles, é facile riconoscere italiani (e tedeschi) che fumano in strada mentre i loro amici aspettano seduti ai tavoli all’aperto dei ristoranti.

Questo perché in America ogni anno muoiono oltre 443.000 persone per colpa del fumo (49.000 a causa del fumo passivo). A ricordare questi dati e servire da monito vi é un enorme cartellone su Santa Monica Blvd ad ovest dell’autostrada 405 a Los Angeles che aggiorna il numero dei decessi ogni ora.

Alcuni giorni dopo che é stata scattata la foto in basso, il numero era salito di 248 vittime. In Italia, i decessi per colpa del fumo arrivano ad 80.000 l’anno, o lo 0,14% della popolazione, la stessa percentuale degli Usa. Per il fumo passivo invece, l’America é allo 0,016% mentre l’Italia é allo 0,0017%.

Secondo l’European Health Report, in Italia si perdono in media 22 anni di vita a causa del fumo. Il 34% dei decessi é dovuto al cancro del polmone ed il 25% a cause vascolari.

DAL NOSTRO INVIATO
Dom Serafini

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