Pm non depositò i verbali con le dichiarazioni di Vincenzo Scarantino: “lecita decisione strategica dell’inquirente”

Antonio Ingroia

Con questa motivazione il Pm di Caltanissetta, Odelio Dodero, ha archiviato l’esposto dell’ex 007 del Sisde, Bruno Contrada, – condannato in via definitiva a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa – presentato dopo la pubblicazione del libro “Nel labirinto degli dei” scritto dal Pm Antonio Ingroia.

Nel saggio il Pm, che sostenne l’accusa a Contrada nel processo, racconta dell’interrogatorio del pentito Scarantino, delle accuse non riscontrate e, pertanto, non inserite nel fascicolo del Pm nel processo a carico dell’ex alto funzionario del Sisde.

“Diversamente – prosegue il Pm Dodero – si potrebbe opinare e sempre in astratto, laddove le dichiarazioni siano a favore della persona indagata e pur sempre in presenza degli altri presupposti quanto all’elemento psicologico dell’agente”. L’esposto di Bruno Contrada era stato iscritto a “modello 45”, fatti, cioè, non costituenti reato. Il Pm Dodero aveva chiesto ed ottenuto dalla procura di Palermo la trasmissione delle dichiarazioni di Scarantino e l’esito delle indagini disposte a suo tempo.

Scarantino, in vari verbali, aveva accusato Contrada di fornire notizie a Cosa nostra e di essere uno “spione” collegato con alcuni confidenti, poi uccisi. Nello specifico, Scarantino aveva indicato come “confidenti” di Polizia, Carmelo Labruzzo, ucciso il 22 giugno del 1987 in un bar della Guadagna a Palermo, Giuseppe Marsalone, assassinato il 5 ottobre del 1988, Girolamo Frusteri, scomparso il 17 marzo 1984.

La Polizia giudiziaria, però, ha riscontrato che le persone indicate da Scarantino non erano confidenti della polizia e non avevano mai avuto rapporti con Contrada.
Resta pendente, intanto, sempre a Caltanissetta, la richiesta di revisione del processo avanzata dall’avvocato Giuseppe Lipera per Contrada. I verbali con le dichiarazioni di Scarantino sono trasferiti anche alla Corte d’appello nissena che dovrà valutarli a sua volta.

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