Bufera sul calcio italiano: ecco le gare sotto inchiesta. Falsati incontri di B e LegaPro, sospetti su Inter-Lecce

Cristiano Doni e Beppe Signori

Sedici persone, tra cui ex giocatori di serie A, calciatori di serie minori ancora in attività e dirigenti di società, sono stati arrestati dalla polizia a conclusione di un’indagine sul calcio scommesse condotta dalla squadra mobile di Cremona e coordinata dal Servizio centrale operativo. In manette (e poi ai domiciliari) l’ex attaccante della nazionale Beppe Signori, mentre risulta indagato Cristiano Doni, “bandiera” dell’Atalanta.

Dall’inchiesta è emerso che gli arrestati avrebbero fortemente condizionato negli ultimi mesi il risultato di alcuni incontri dei campionati di serie B e di Lega Pro. Nei loro confronti la magistratura di Cremona ha emesso sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e nove agli arresti domiciliari.

I calciatori e gli ex giocatori professionisti arrestati dalla polizia erano parte integrante di una vera e propria “organizzazione criminale” nella quale ognuno aveva specifici compiti e ruoli, il cui obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio. Gli indagati, secondo l’indagine, sarebbero anche riusciti a condizionare alcune partite, attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario. Nei confronti dei sedici arrestati, sostengono gli investigatori, ci sono prove “importanti ed inconfutabili”. L’indagine, partita sei mesi fa, avrebbe consentito inoltre di individuare la responsabilità dell’organizzazione in un grave evento verificatosi in occasione di un incontro di calcio disputatosi al termine dello scorso anno proprio a Cremona. Quanto avvenuto in occasione di quell’incontro ha permesso ai poliziotti di allargare l’indagine a diversi soggetti gravitanti nel mondo del calcio che, grazie ai contatti diretti ed indiretti, erano in grado di condizionare i risultati di alcuni incontri per poi effettuare puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia che all’estero.

Diverse le partite del campionato in corso nel mirino della procura di Cremona che ha condotto l’inchiesta sul calcio scommesse. Secondo quanto è emerso dalla conferenza stampa tenuta in questura ad Ascoli Piceno, si tratterebbe, oltre che di Ascoli-Atalanta (finita 1-1), Livorno-Ascoli (1-1), anche di Inter-Lecce, Atalanta-Piacenza. Padova-Atalanta e Siena-Sassuolo.

LE GARE OGGETTO DI INDAGINE. Sono diciotto le gare sotto inchiesta nello scandalo scommesse emerso questa mattina. Si tratta per la maggior parte di partite di Lega Pro Prima Divisione (girone A e B), ma anche di serie B e un incontro di serie A (Inter-Lecce). Come rende noto Agipronews, l’elenco (tra parentesi il risultato finale del match) comprende Cremonese-Spezia del 17 ottobre 2010 (2-2), Monza-Cremonese del 21 novembre 2010 (2-2), Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010 (2-0), Spal-Cremonese del 16 gennaio 2011 (1-1), Benevento-Viareggio del 13 febbraio 2011 (2-2), Livorno-Ascoli del 25 febbraio 2011 (1-1), Verona-Ravenna del 27 febbraio 2011 (4-2), Benevento-Cosenza del 28 febbraio 2011 (3-1), Reggiana-Ravenna del 10 aprile 2011 (3-0), Ascoli-Atalanta del 12 marzo 2011 (1-1), Taranto-Benevento del 13 marzo 2011 (3-1), Atalanta-Piacenza del 19 marzo 2011 (3-0), Inter-Lecce del 20 marzo 2011 (1-0), Alessandria-Ravenna del 20 marzo 2011 (2-1), Benevento-Pisa del 21 marzo 2011 (1-0), Padova-Atalanta del 26 marzo 2011 (1-1), Siena-Sassuolo del 27 marzo 2011 (4-0), Ravenna-Spezia del 27 marzo 2011 (0-1). Oltre a queste partite, sotto la lente degli inquirenti ci sono almeno un’altra quindicina di incontri sospetti.

IL GIP: “IMPRESSIONANTI MANIPOLAZIONI” – Il gip Guido Salvini, nell’ordinanza di custodia cautelare riguardante le partite truccate, spiega che «la frequenza delle manipolazioni è impressionante» e si giunge «a situazioni in cui sono gestite contemporaneamente fino a 5 partite di calcio da manipolare». Dalle intercettazioni, inoltre, emerge «l’esistenza di una sorta di tariffario di massima per la compera delle partite».

SERIE B FALSATA – Il gip Guido Salvini, nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti di 16 persone, spiega che l’attività dell’organizzazione «rischia di avere già falsato alcuni dei risultati dei vari campionati: basti pensare che l’Atalanta e il Siena sono state recentemente promosse in serie A e si tratta di due delle squadre coinvolte» nella vicenda. Nell’ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip Guido Salvini dispone gli arresti per 16 persone a proposito di presunte partite truccate, si spiega che «l’attività dell’associazione è infatti tuttora in corso e sta incidendo sulle ultime fasi dei vari campionati, con gravi danni per le società, per gli scommettitori leali e per la regolarità delle competizioni sportive».

INDAGINE PARTITA DA DENUNCIA CREMONESE – Nasce dalla partita di calcio di Prima Divisione Cremonese-Paganese disputata il 14 novembre 2010 l’inchiesta chiamata Ultima Scommessa che ha portato in carcere 7 persone e costretto ai domiciliari altre 9 tra cui l’ex giocatore della Nazionale Beppe Signori. Gli indagati sono 28 tra cui calciatori ancora in attività come Cristiano Doni. Durante l’incontro di calcio Paganese-Cremonese, è stato spiegato oggi in conferenza dal procuratore Roberto di Martino, dal questore Antonio Bufano e dal capo della Squadra mobile Sergio Lo Presti, si sentirono male cinque giocatori della Cremonese e un collaboratore. Dalle analisi decise dalla società Cremonese ed eseguite al Policlinico San Matteo di Pavia, si rilevarono nelle urine tracce di Lormetazepam che rientra tra i farmaci contenenti benzodiazepine. Il direttore generale Sandro Turotti della Cremonese portò i risultati delle analisi in questura a Cremona e denunciò l’episodio. Turotti mise la polizia al corrente di voci su totonero proprio in occasione della partita Cremonese-Paganese che avrebbe avuto una quotazione da 1 a 6. Da allora partirono le indagini e vennero disposte intercettazioni telefoniche che rivelarono ‘l’accanita propensione del portiere Paoloni – a quel tempo fuori rosa e in prestito al Benevento – a fare scommesse sportive con particolare riguardo agli incontri di calcio e attività che venivano realizzate con la intermediazione di Massimo Erodiani, organizzatore di scommesse insieme con Marco Pirani, medico odontoiatra di Ancona”. Erodiani e Pirani erano in collegamento con i gruppi di scommettitori milanesi, bolognesi (con a capo Beppe Signori) e gruppi di stranieri (slavi e zingari). Il portiere della Cremonese e poi del Benevento Paoloni a un certo punto non riiuscì più a controllare i risultati delle partite truccate, fece perdere molto denaro ai gruppi di scommettitori e diventò oggetto di una tentata estorsione. Nelle intercettazioni compaiono frasi con minacce di morte nei suoi confronti.

BEVANDE DROGATE PER I CALCIATORI – Alcuni giocatori, prima o durante la partita Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010, avrebbero ingerito un farmaco «appartenente alla famiglia delle benzodiazepine, utilizzate contro i disturbi di ansia e del sonno». Uno di loro, dopo il match, ebbe anche un malore e perse «il controllo della propria vettura». Lo si legge nell’ordinanza del gip di Cremona, Guido Salvini, a carico di 16 persone per la vicenda delle calcioscommesse. L’inchiesta, come si legge nella misura, è nata proprio «da un evento inusuale avvenuto dopo la partita Cremonese -Paganese». Un responsabile della Cremonese, infatti, denunciò che «durante e dopo la partita ben cinque giocatori», tra cui il capitano della Cremonese Andrea Zanchetta «ed un collaboratore dello staff avevano contemporaneamente accusato seri malesseri ed una situazione di “annebbiamento”, tali da pregiudicare sensibilmente il rendimento sul campo». Emergeva, scrive il gip, «già dai primi accertamenti che la sostanza poteva essere stata ingerita dai giocatori solo attraverso l’ acqua o il the a loro disposizione negli spogliatoi e durante la partita». E dalle intercettazioni veniva alla luce «il coinvolgimento in tale specifico episodio del portiere della Cremonese Marco Paoloni». Addirittura, si legge ancora, «uno dei giocatori, Gervasoni Carlo, nel rientrare a casa dopo la partita aveva, a Casei Gerola, proprio in ragione di tale stato di malessere, perso il controllo della propria vettura, tamponato quella che lo precedeva ed era uscito di strada provocando fortunatamente solo danni al proprio mezzo e ad altri».

 COMBINE DONI-DIFENSORE PIACENZA – Alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta sul calcioscommesse «indicavano nel capitano dell’Atalanta Cristiano Doni uno dei calciatori che avevano realizzato la “combine” unitamente al difensore del Piacenza Gervasoni Carlo» per la partita Atalanta-Piacenza del 19 marzo scorso che finì 3-0, risultato che era anche l’«obiettivo dell’organizzazione» che aveva scommesso sul match. Lo scrive il gip di Cremona Guido Salvini che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare. «Giova altresì precisare – scrive il giudice – che il risultato finale dopo i 90 minuti di gioco è risultato essere 3-0 e che anche alcuni giornali sportivi che avevano analizzato l’incontro avevano commentato come quella in argomento potesse essere una partita sospetta visto il risultato e le abnormi puntate registrate». Il gip segnala inoltre la «seconda rete di Cristiano Doni su calcio di rigore assegnato per un fallo di Gervasoni», il difensore del Piacenza. L’incontro di calcio Atalanta-Piacenza, prosegue il gip, «veniva pianificato in Bologna e precisamente in via U.Bassi nr.7, presso lo studio Professionisti Associati». Su quella partita Beppe Signori «ha investito 60.000 euro».

“CELLULARI “DEDICATI” – Nell’ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip di Cremona Guido Salvini ordina 16 arresti per le presunte partite truccate il giudice scrive che «i protagonisti dispongono di telefoni cellulari “dedicati”, cioè usati solo per intessere i loro rapporti sui quali vengono dirottate le conversazioni più compromettenti e non è raro che vengano registrati inviti reciproci a spostare il colloquio quando il tenore dello stesso decolla sempre più verso l’illecito». Secondo il giudice, «esistono più gruppi di scommettitori che fanno parte dell’organizzazione, in quanto ne costituiscono un punto di riferimento stabile». «Non si tratta di scommettitori qualunque – annota il giudice –, ma di gruppi omogenei che costituiscono quasi un sodalizio nel sodalizio. È evidente che il braccio operativo dell’ organizzazione sa di poter contare su questi scommettitori che anticipano quasi sempre il denaro necessario per pagare i giocatori corrotti».

APERTA INCHIESTA FEDERALE – «Appena uscite le prime notizie, ho parlato a lungo con il presidente Abete, impegnato a Zurigo per il congresso della Fifa», afferma, in una dichiarazione all’ANSA, il direttore generale della Federcalcio Antonello Valentini, che annuncia anche l’apertura di un’inchiesta federale sulla vicenda. «Tutto quello che serve a fare chiarezza, a eliminare ombre e a risanare l’ambiente non può che trovare la Figc in prima linea e pienamente disponibile e collaborativa», aggiunge Valentini. «Abbiamo messo a disposizione della Procura federale tutte le informazioni fin qui note. Il procuratore Palazzi – ha detto ancora Valentini – ha già aperto un fascicolo e nelle prossime ora prenderà contatto con la magistratura di Cremona per chiedere, appena gli organi inquirenti lo riterranno opportuno, la trasmissione degli atti dell’indagine in modo da approfondire gli aspetti di propria competenza». La Figc – come peraltro già deciso dalla Lega di Serie B e dalla Lega Pro – si costituirà parte civile a tutela dell’immagine del calcio e in difesa della trasparenza e della correttezza dell’organizzazione calcistica. «Ho seguito in tv la diretta della conferenza stampa del pm Di Martino – ha aggiunto il direttore generale della Figc – confidiamo nel lavoro dell’autorità inquirente e siamo pronti ovviamente a fornire la massima collaborazione, condividendo allo stesso tempo il richiamo alla cautela e alla prudenza fatto dallo stesso magistrato in presenza di delicati provvedimenti cautelari a carico di alcuni tesserati e degli ulteriori approfondimenti in corso».

OMBRA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA – L’attività dell’associazione che ha scommesso su alcune partite di calcio crea «un terreno fertile per l’insinuazione di elementi di una criminalità organizzata ai più alti livelli». Lo scrive il gip Guido Salvini, nell’ordinanza che ha portato agli arresti di 16 persone, tra cui l’ex attaccante Beppe Signori. Nella misura di custodia cautelare, infatti, si segnala «la presenza tra gli investitori e scommettitori di alcuni gruppi dai contorni incerti, quale quello degli “zingari”», a capo del quale c’era Almir Gegic detto “lo zingaro”, slovacco arrestato nell’operazione. Inoltre era presente anche un gruppo albanese. Il gip spiega che «sono investiti da questi gruppi per ogni partita “truccata” capitali dell’ordine delle centinaia di migliaia di euro» di cui non è nota la “provenienza”, dunque non si possono “escludere fatti di riciclaggio”.

SCOMMESSE SU INTER-LECCE – Alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta sul calcio scommesse puntarono anche sulla partita Inter-Lecce del 30 marzo scorso, ma gli andò male. Come emerge infatti dall’ordinanza firmata dal gip di Cremona Guido Salvini, Marco Paoloni, ex portiere della Cremonese attualmente al Benevento, arrestato nell’inchiesta della Procura di Cremona, aveva fatto credere ad altre persone che sarebbe riuscito a contattare alcuni giocatori del Lecce per «combinare» la partita. Tra gli scommettitori nell’ordinanza viene indicato anche Stefano Bettarini. Sulla partita era stato scommesso che l’Inter avrebbe dovuto vincere segnando almeno tre gol, ma il match terminò «con il risultato finale di 1-0».

SIGNORI PARTECIPÓ A SCOMMESSE INTER-LECCE – L’ex attaccante della Lazio e della Nazionale, Beppe Signori, era «elemento centrale del gruppo di scommettitori di Bologna». È quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip di Cremona Guido Salvini che ha portato l’ex bomber agli arresti domiciliari. Nella misura di custodia cautelare si legge che Signori ha partecipato con altre persone «ad una serie di scommesse sulle partite truccate, in particolare, con riferimento alla partita Internazionale-Lecce, di 150 mila euro».

SIGNORI IN QUESTURA A BOLOGNA, ESCE DOPO QUASI 2 ORE –
  Beppe Signori è arrivato alla stazione ferroviaria di Bologna verso le 11 da dove i poliziotti lo hanno portato in auto in Questura.  Dopo quasi due ore Giuseppe Signori è uscito dagli uffici della Questura di Bologna. Giacca scura, camicia bianca e jeans, l’ex attaccante agli arresti domiciliari, verso le 12.50, è stato fatto salire su una Punto blu, accompagnato dagli agenti della polizia. Circa venti minuti prima Signori era già uscito dagli uffici della Squadra Mobile e aveva attraversato piazza Galileo per trasferirsi in Questura, nel palazzo di fronte, al lato opposto della strada. Ad attenderlo fotografi, telecamere e anche un tifoso, con sciarpa del Bologna al collo che gli ha gridato: “Grande Beppe!”.

GLI ARRESTATI – Tra gli arrestati vi sono anche titolari di agenzie di scommesse e liberi professionisti, mentre gli indagati sarebbero complessivamente una trentina. Gli arresti sono stati eseguiti dagli uomini della polizia a Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, in alcune ricevitorie e presso uno studio di commercialisti che avrebbero consentito di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini. C’è anche l’ex capitano della Lazio e attaccante della Nazionale, Beppe Signori, tra le persone arrestate dalla Polizia nell’ambito di un’inchiesta sul calcio scommesse. Lo apprende l’ANSA da fonti qualificate. Per Signori sarebbero stati disposti gli arresti domiciliari.I provvedimenti di arresto riguarderebbero anche alcuni giocatori di serie B e serie C e anche dirigenti di società di Lega Pro.

INDAGATO ANCHE DONI –  C’è anche il capitano dell’Atalanta, Cristiano Doni, tra gli indagati nell’indagine della polizia sul calcio scommesse che ha portato all’arresto di Beppe Signori e altre 15 persone. Lo apprende l’Ansa da fonti qualificate.

LEGA PRO PARTE CIVILE – La Lega Pro si costituisce parte civile alla luce «delle notizie di agenzia di stampa pervenute su presunte irregolarità in alcune partite» del campionato. «Il presidente della Lega Pro, Mario Macalli – si legge in una nota – ha dato mandato ai propri legali di costituirsi parte civile nei confronti di tutti i responsabili per il danno di immagine subito e a tutela della regolarità dei campionati».

DUE ARRESTATI DELL’ASCOLI E UN ALTRO EX – Nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse, la squadra mobile di Ascoli ha arrestato due giocatori dell’Ascoli calcio ed un ex calciatore, attuale collaboratore del Viareggio calcio. In manette sono finiti il difensore dell’Ascoli Vittorio Micolucci e il centrocampista Vincenzo Sommese, oltre a Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio calcio. Sommese, ex capitano dell’Ascoli, era stato messo fuori rosa già lo scorso inverno dalla società bianconera. Micolucci ha invece contribuito fino alla fine del campionato, domenica scorsa, alla salvezza conquistata dall’Ascoli. Entrambi sono stati arrestati ad Ascoli; Parlato, a Grottammare. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa presso la Questura di Ascoli alle 11:45.

ALTRO GIOCATORE DELL’ASCOLI – C’è un altro giocatore dell’Ascoli Calcio (oltre agli arrestati Vittorio Micolucci, Vincenzo Sommese e Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio calcio), indagato a piede libero nell’inchiesta della procura di Cremona sul calcio scommesse. Lo si è appreso nella conferenza stampa tenuta dal capo della mobile Maurilio Grasso ad Ascoli. Indagate, inoltre, altre quattro persone in provincia per aver partecipato alle scommesse. Le partite ‘incriminatè sono in particolare Ascoli-Atalanta, finita 1-1, e Livorno-Ascoli, finita pure 1-1, in cui l’Ascoli avrebbe dovuto perdere. Micolucci avrebbe dato la sua disponibilità a influenzare le due partite e cercato di coinvolgere altri due compagni. Il fatto che l’Ascoli non aveva poi perso, aveva messo in crisi l’organizzazione. Sommese, invece, secondo l’accusa, avrebbe avuto il ruolo di organizzatore, intermediario e scommettitore, e attraverso Parlato sarebbe stato in contatto con i vertici dell’organizzazione e con il dentista arrestato ad Ancona, di cui era debitore. Anche Micolucci avrebbe avuto problemi economici. Grasso ha tenuto a precisare che la società Ascoli Calcio è del tutto estranea ai fatti.

ANCHE BRESSAN ARRESTATO – C’è anche l’ex calciatore Mauro Bressan, 40 anni, tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta della procura di Cremona sul calcio scommesse. L’ordinanza all’ex centrocampista di Fiorentina, Genoa, Venezia, Foggia, Bari, Cagliari e Como è stata notificata oggi nella sua abitazione di Cernobbio dalla squadra mobile comasca. Bressan ha vinto la coppa Italia del 2001 con la Fiorentina e ha poi concluso la sua carriera in Svizzera.

IN MANETTE BELLAVISTA – Nell’ambito della maxi inchiesta sul calcio scommesse condotta dalla magistratura di Cremona è stato arrestato nel barese, a Bitonto, l’ex capitano del Bari Antonio Bellavista, di 36 anni che ha giocato nella squadra bianco rossa negli anni tra il 2000 e il 2009. Nella sua abitazione sono stati sequestrati atti e un computer. Bellavista è stato trasferito su ordine del gip del tribunale di Cremona Guido Salvini nella casa circondariale di Cremona. L’avvocato Massimo Roberto Chiusolo del Foro di Bari che ha assistito Bellavista nel corso dell’esecuzione del provvedimento restrittivo, si è detto certo che il proprio cliente, che si dichiara estraneo ai fatti contestati, potrà chiarire ogni aspetto della vicenda nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si terrà nei prossimi giorni dinanzi al gip del tribunale di Cremona.

ALTRI ARRESTATI –  La Squadra Mobile di Pescara, guidata da Pier Francesco Muriana, ha eseguito due arresti a seguito dell’inchiesta della procura di Cremona. Si tratta di Massimo Erodiani, di Pescara, proprietario di una tabaccheria a San Giovanni Teatino (Chieti) e gestore per interposta persona di due sale scommesse, una a Pescara e l’altra ad Ancona. Con lui in manette anche il portiere del calcio a cinque Cus Chieti Gianluca Tuccella, impegnato anche come allenatore nelle minori del calcio locale.

Un noto dentista di Ancona e la titolare di un’agenzia di scommesse sono stati arrestati dalla squadra mobile di Ancona, diretta da Giorgio Di Munno, nell’ambito della maxi inchiesta della procura di Cremona sul calcio scommesse. Il professionista, molto noto in città, avrebbe agito in concorso con le altre persone indagate facendo puntare e puntando su partite di calcio truccate – di Lega Pro ma anche di serie A – di cui era stato condizionato il risultato. Vorticoso il giro delle scommesse, nell’ordine di centinaia di euro. Per puntare, il dentista si sarebbe appoggiato all’agenzia, la cui titolare, una giovane donna, è ora agli arresti domiciliari. Le indagini, molto articolate, sono andate avanti per quattro mesi. l medico odontoiatra arrestato ad Ancona si chiama Marco Pirani, e ad Ancona è molto conosciuto. Secondo gli investigatori, avrebbe avuto un ruolo preminente all’interno della presunta organizzazione, facendosi parte attiva nel proporre la manipolazione delle partite e corrompendo quanti potevano essere utili allo scopo. Pirani, peraltro, aveva contatti con diversi giocatori e direttori sportivi. Ora il professionista si trova egli uffici della squadra mobile, e presumibilmente dovrebbe essere trasferito a Cremona. La donna finita agli arresti domiciliari, invece, è Francesca Lacivita, una trentenne abruzzese residente ad Ancona, dove, in via Tavernelle, aveva l’agenzia di scommesse presso cui si appoggiava Pirani.

L’INCHIESTA – Per condizionare i risultati degli incontri sarebbero stati dati anche dei calmanti ai calciatori, in modo che giocassero al di sotto delle loro possibilità. È uno degli aspetti che sarebbe emerso, secondo quanto si apprende, nel corso dell’indagine sul calcio scommesse che ha portato all’arresto di 16 tra ex giocatori, calciatori in attività, dirigenti di società e liberi professionisti. L’episodio si sarebbe verificato alla fine del campionato scorso della Lega Pro e coinvolgerebbe la Cremonese. In occasione di una sfida importante, uno degli indagati avrebbe messo nelle bibite a disposizione dei calciatori prima e durante l’incontro un calmante per ‘addormentarlì e peggiorare le loro prestazioni. Al termine della partita cinque giocatori e un massaggiatore della squadra si sarebbero sentiti male. Da quell’episodio sarebbe scattata l’indagine che ha portato agli arresti di oggi.

LE PAROLE DEL DIRIGENTE DELLA SQUADRA MOBILE –  «Le indagini hanno condotto alla scoperta di un contesto molto ampio, le gare sotto indagine riguardano incontri di Serie B e prevalentemente di Lega Pro». È quanto dichiara ad Agipronews Sergio Lo Presti, dirigente della squadra mobile di Cremona, che ha condotto le indagini sulla maxi operazione di Polizia sul calcio-scommesse. Lo Presti conferma come tutto sia partito da una gara della Cremonese, al termine della scorsa stagione di Lega Pro, in cui sarebbero stati somministrati ai giocatori dei calmanti nelle bevande per alterarne le prestazioni sportive.

QUOTE IRRESISTIBILI E PUNTATE MILIONARIE – Puntate online senza limiti su gare singole, anche superiori al milione di euro a colpo, impossibili nel circuito legale italiano. È una delle caratteristiche “vincenti” dei grandi bookmaker asiatici agli occhi dei grandi scommettitori e dei professionisti del gioco: «Si tratta di operatori di enorme capacità finanziaria – spiega ad Agipronews un bookmaker internazionale che preferisce l’anonimato – che raccolgono gioco dall’Europa attraverso le modalità di pagamento più conosciute, dalle banche alle carte di credito, che consentirebbero di tracciare, almeno in teoria, tutte le transazioni compiute da cittadini italiani verso l’Asia. I siti leader del settore sono 188bet e Sbobet, entrambi – tra l’altro – sponsor di squadra inglesi di prima fascia (Bolton e West Ham, ndr), che mettono insieme le super scommesse milionarie che provengono dall’Europa e il denaro raccolto dai “rounders”, i broker porta a porta che girano nei mercati e nelle strade delle più importanti asiatiche, da Singapore a Kuala Lumpur, dove il gioco è spesso vietatissimo dalla legge». Ma perché ci si rivolge a soggetti tanto lontani dal nostro mondo?: «Il motivo – spiega ad Agipronews il bookmaker internazionale – è che le quote, a cui viene aggiunto normalmente il cosiddetto handicap asiatico (lo svantaggio iniziale che pesa sulla squadra favorita, ndr), vengono allibrate al 102 per cento o poco più, contro i 110 del mercato legale italiano: quindi, solo due euro di guadagno su cento incassati. Per il giocatore il vantaggio è notevolissimo, specie su grandi cifre: il margine teorico di guadagno del banco, in Asia, è molto ridotto in percentuale ma enorme in cifre assolute visto il massiccio flusso di gioco». Tante puntate e rischi folli, quindi, in caso di risultati sfavorevoli?: «Apparentemente sì, in realtà no, visto che i bookmaker rivendono online le scommesse accettate ad altri operatori, riassicurando il rischio e limitando quasi totalmente il pericolo di perdite». Esistono delle contromisure al possibile utilizzo di questi bookmaker per le frodi sportive collegate alle scommesse?: «No, se non l’osservazione del mercato: quando la quota su una partita – di Premier League o di Serie A e B italiana – cambia drasticamente, può esserci sotto un giro di scommesse anomale. Basta osservare con attenzione i movimenti e le quote dei principali siti asiatici e delle piattaforme internazionali online in cui i giocatori giocano sia da “banco” che da “punta” per scoprire l’inghippo. Una cosa però va chiarita: le partite truccate danneggiano anche i bookmaker, che pubblicano le loro quote in buona fede sulla base di dati tecnici, statistici e ambientali».

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