Il pluriomicida era con l’amica pr anzichè al lavoro. Detenuto a Bollate, dal marzo 2010 era in semilibertà

Renato Vallanzasca

Ha ormai stabilito il primato di ingressi e uscite, fughe rocambolesche e poi di nuovo ritorni in carcere.

Stavolta però più che un’evasione, Renato Vallanzasca ha commesso un reato d’amore. Colpevole di una “scappatella”.

Lei sui cinquant’anni, occupata nel campo della comunicazione: non una giornalista, forse una pr, un’organizzatrice di eventi. Lui invece il solito Vallanzasca. Da tempo c’erano voci e clamori, ma la frequentazione tra i due è adesso divenuta certa. Confermata da appostamenti e prove. e dalla circostanza che ha portato all’ennesimo misfatto del “bandito rubacuori”.

Il pluriomicida, rapinatore, sequestratore, per l’appunto autore di fughe dalle carceri e ancor oggi – così acciaccato e spelacchiato – oggetto di desideri femminili, avrebbe visto in orari proibiti chi non doveva. Non soltanto la signora, ma pregiudicati. Forse qualcuno del vecchio giro. I vecchi italiani della malavita.

E potrebbe pure profilarsi un reato. Oltraggio a pubblico ufficiale. Nel corso d’una perquisizione nella cella a Bollate, Vallanzasca, 61 anni e 260 anni da scontare (e 4 ergastoli) avrebbe offeso gli agenti della polizia penitenziaria. Da qui i motivi della sospensione della semilibertà. Il regime prevede la notte in prigione e parte del giorno fuori a lavorare.

Vallanzasca, ricordiamo, è stato chiamato a scontare 4 ergastoli e 260 anni di carcere. L’ex capo della mala milanese degli anni Settanta, detenuto nel carcere milanese di Bollate, dal marzo 2010 prestava servizio alla pelletteria Ecolab. Successivamente aveva intrapreso un’attività in proprio. Adesso potrebbe tornare al lavoro esterno ma con altre modalità e con altri orari.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ED-WmNalvR0[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti