Tra garbo, ricercatezza e stile, il richiamo alla seduzione del blu: costante e ridondante

l'opera di Nadia Turriziani

Blu, è un adattamento della parola francese “bleu”. Unitamente al giallo e il rosso, è uno dei tre colori primari. E’ collocato tra il ciano e il violetto. La luce blu è quella che possiede maggior capacità di penetrazione ed è per questa ragione che le grandi distese d’acqua assumono il colore blu.

Durante la piccola ricerca svolta, ho appreso che per gli antichi greci e romani il blu non era un colore apprezzato in quanto tipico degli occhi dei barbari.

Tuttavia, grazie alla mia mediocre preparazione in materia di civiltà antiche, mi sento di contraddire fortemente tale convinzione, probabilmente datata rispetto alle recenti ricerche. Teniamo presente che nell’antica Roma il blu era ostentato con le parrucche, calzature, seta e maquillage.

E’ noto, inoltre, il forte apprezzamento e stima che essi avevano nei confronti delle civiltà del nord al punto di importare, durante il massimo picco d’espansione, una vera e propria moda. Calzature, acconciature, accessori e alcuni piatti tipici contemplati nei dieci volumi della prima raccolta di ricette della storia; “De Re Cocuinaria” di Apicio.

“Cianos”, il blu greco, era associato al colore delle sofferenze e della morte, mentre nelle civiltà nordiche era legato al mistico, ai mondi paralleli e alla magia.

Con l’avvento del cristianesimo il blu fu associato alla Vergine Maria.

Tra i Maya il blu non si distingueva dal verde. Per essi, il Blu-Verde esprimeva il colore del centro dell’universo.

Un’unica parola sanscrita, “Nila”, indicava sia il nero sia il blu, mentre nell’antico Egitto il blu era opposto al rosso e considerato il colore dell’introspezione, dell’infinito e la tinta della pelle di Amon (dio dell’aria).

Il blues è il colore della melanconia che ha caratterizzato la cultura delle popolazioni afro-americane.

Il simbolismo del colore blu, circa l’interpretazione dei sogni, assume aspetti metafisici e spirituali e confronta il sognatore con il proprio percorso di individuazione degli aspetti più elevati; trascendenti.

Nella “Teoria dei colori” Goethe è stato il primo a sostenere che i colori possono essere spiegati anche attraverso la poetica, l’estetica, la psicologia e il simbolismo.

Nella poesia della Turriziani, distinta da garbo, ricercatezza e stile, il richiamo alla seduzione del blu è costante e ridondante.

La rosa, l’aria, l’acqua, gli occhi azzurri, la malinconia, il ghiaccio, il mare e le sue fatiche, le tenebre, il buio, il sogno.

L’autrice non è ispirata solo da passione, sentimento e amore, ma anche da ogni aspetto della vita quotidiana. Riesce, in sostanza, a parlare di amore, pulsione e affetti più profondi con la stessa disinvoltura con cui parla del cioccolato e del caffè nella deliziosa e passionale “Ode al caffè”

Le sue poesie sono uno spaccato della vita quotidiana di ognuno di noi, I figli, i genitori, una vita spezzata, la malattia, lo sport, i giorni di festa, il Natale.
In ogni poesia, in ogni parola e in ogni istante, l’autrice coglie con particolare eleganza l’aspetto poetico dell’esistenza in tutte le sue forme.

Si arriva alla fine dell’opera con l’idea di vedere più di quanto non avessimo fatto prima; attraverso gli occhi dell’autrice.
Il Blu.
Il Blu della passione e dell’eros fortemente contenuti e decantati.
Il Blu-Uomo.
Il blu dell’amicizia che, inconsapevolmente, a volte nuoce.
Il blu della rosa impietosamente recisa dalla pianta madre.

Diletta Nespeca

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