Il “boia di Srebrenica” forse malato terminale di cancro. Sarà però giudicato dalla Corte penale internazionale

Radko Mladic

Ratko Mladic verso l’estradizione all’Aja. Giorni cruciali in ogni senso per l’ex generale dell’esercito serbo catturato giovedì scorso dopo 16 anni di latitanza e accusato di genocidio dalla giustizia internazionale.

Il “boia di Srebrenica” soffrirebbe di cancro allo stadio avanzato. 

Negli anni passati la stampa di Sarajevo aveva riportato che Mladic sarebbe stato piu’ volte ricoverato all’ospedale militare di Belgrado per ictus e gravi problemi allo stomaco.  Ieri sera, per le sue precarie condizioni di salute, era stato interrotto l’interrogatorio di Mladic al Tribunale speciale di Belgrado ed i medici devono stabilire oggi le sue effettive condizioni di salute decidendo se e’ in grado di riprendere l’interrogatorio in vista di una sua estradizione all’Aja.

A quanto pare Mladic potrebbe essere trasferito all’Aia già lunedì o martedì. Lo riferisce il giudice Mehmet Guney citato dall’agenzia di stampa turca Anadolu. Una volta in Olanda, sarà immediatamente presentato al giudice della Corte penale internazionale dell’Aja. Ma lui si difende: non c’entro.

Mladic, intanto, si difende e assicura di non avere nulla a che fare con il massacro di Srebrenica, dove nel luglio 1995 8mila musulmani furono uccisi dalle truppe serbo-bosniache da lui guidate. A riferirlo è stato il figlio Darko all’uscita dal Tribunale speciale per i crimini di guerra in cui Mladic è attualmente detenuto in una delle celle. Il figlio e la moglie Bosiljka hanno reso in queste ore una nuova visita all’ex generale.

Si è poi saputo che Ratko Mladic si è anche scusato con i familiari per tutti i problemi a loro arrecati nei 16 anni di latitanza, come ha raccontato la moglie. “Mio marito si è scusato con noi per tutto quello che abbiamo provato e vissuto a causa sua in questi anni. Si è scusato pià volte”, ha detto la signora Bosiljka al quotidiano belgradese Vecernje Novosti.

“Io gli ho detto che non deve scusarsi di nulla e che non deve sentire tutto ciò come un peso. Per noi è stato molto più facile che per lui”.

La signora ha aggiunto che l’ex generale è stato colpito da tre ictus, l’ultimo nel 2008, e che da allora non ha quasi più la sensibilità della parte destra del corpo. In questi ultimi anni, ha aggiunto, Mladic si è curato da solo.

La signora Bosiljka ha inoltre detto che l’anello che il marito portava all’anulare sinistro e grazie al quale è stato definitivamente riconosciuto giovedì dagli agenti della sicurezza, lo porta ora suo figlio Darko. 

“Abbiamo ricevuto l’anello, che ora porta nostro figlio”, ha detto la signora. Il quotidiano Blic aveva riferito che, al momento della cattura, Mladic si era sfilato l’anello con una pietra semipreziosa e l’orologio e li aveva consegnati agli agenti, con la preghiera di farli recapitare ai suoi familiari.

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