Fondi per le riforme. E nel documento finale: “uniti sulla Libia. Gheddafi deve andarsene, finiremo il lavoro” Un pacchetto finanziario globale da 40 miliardi di dollari per sostenere la primavera araba. È questa la proposta fatta dal presidente francese, Nicolas Sarkozy, al tavolo del G8, secondo quanto riferito in conferenza stampa dal ministro delle finanze tunisino, Jalloul Ayed. “Quello che il presidente Sarkozy ha annunciato – ha detto il ministro tunisino – è un pacchetto globale di 40 miliardi di dollari per la regione. Questo pacchetto – ha aggiunto – non è stato suddiviso tra i vari Paesi”.

Questo sarà deciso nell’ambito di riunioni dei ministri degli affari esteri e delle finanze che si terranno da qui a fine luglio per meglio articolare il programma di aiuti». Le rivolte dei Paesi nordafricani e mediorientali, in particolare quelle di Libia e Siria, sono al centro del documento finale del vertice. Gli aiuti – si legge nella bozza del comunicato finale – saranno erogati dalle istituzioni finanziarie internazionali (vedi l’Fmi) e dalle banche multilaterali di sviluppo (vedi la Bers o la Bei) e saranno legati «al sostegno allo sviluppo e a un adeguato sforzo sul fronte delle riforme».

“Lanciamo oggi il Partenariato di Deauville con il popolo della regione – si legge nel testo – , ispirato ai nostri obiettivi comuni per il futuro, alla presenza dei primi ministri di Egitto e Tunisia – i due paesi che hanno dato origine al movimento – e del segretario generale della Lega araba». Il G8 chiede anche “l’immmediata cessazione dell’uso della forza del regime contro i civili in Libia» e «sostiene una soluzione politica nel paese» che risponda «alla volontà della popolazione». Quanto alla Siria, «si fermi l’uso della forza e delle intimidazioni alla popolazione» auspicando un dialogo e una stagione di riforme in risposta alle richieste del popolo”.

I leader proseguono in mattinata i lavori in una prima sessione nel formato «a otto» per poi allargare la riunione ai rappresentanti dei Paesi africani. Per un giro di tavolo che dalle rivolte in Nordafrica agli aiuti, dall’accesso all’energia ai cambiamenti climatici, terminerà con la colazione di lavoro.

E l’approvazione della dichiarazione finale con cui il G8 dovrebbe condannare la repressione in Libia e Siria, sottolineando la necessità che il colonnello Muammar Gheddafi – “che ormai non ha più legittimità” – se ne vada. Usa e Francia sono «determinati a terminare il lavoro in Libia» ha detto il presidente americano Barack Obama nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente francese Nicolas Sarkozy.

E una portavoce dell’Alleanza ha spiegato a Bruxelles che a due mesi dalla campagna militare in Libia, il regime di Gheddafi è “più debole, ma rappresenta ancora una minaccia per il suo popolo” e che pertanto la Nato continuerà le azioni fino al compimento del suo mandato. Nel documento finale del vertice francese dovrebbe essere inserita inoltre la richiesta a Damasco di fermare la repressione violenta delle manifestazioni, pena una possibile azione al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Dura la condanna, inoltre, delle violenze nello Yemen.

In mattinata la conferenza stampa congiunta con Barack Obama si è conclusa con un Sarkozy visibilmente emozionato. Il presidente Usa ha ringraziato il collega per la “meravigliosa ospitalità”, ma soprattutto «per la leadership» che il presidente francese ha saputo esercitare nel corso di questo vertice e, ha lasciato intendere, anche più in generale in questi ultimi mesi nel contesto internazionale.

“La Francia – ha aggiunto – è uno dei nostri alleati più vicini, condividiamo la visione sul modo di affrontare le sfide del mondo». Al termine della conferenza stampa, dopo una vigorosa stretta di mano, Sarkozy è sceso dal piccolo palco con l’aria molto soddisfatta”.

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