Ad Avetrana gente in piazza per inneggiare all’arresto della “zia”. La madre di Sarah: “è un assassina” Anche Cosima Serrano da giovedì sera è in carcere. La folla si è radunata in strada per attendere il momento in cui sarebbe stata portata via.  Poi è apparsa lei, la madre di Sabrina e moglie di Michele Misseri, entrambi già in carcere,  e a quel punto il putiferio. Urla, cori contro la donna, travolta dai fischi e da chi le gridava “assassina” e “vergogna”.  Persino qualche tentativo di aggredirla e spintoni placati a fatica dai Carabinieri.

Dopo l’arresto di Cosima, adesso la madre di Sarah Scazzi, non ha più dubbi. “Se me la trovassi davanti le direi che è un’assassina”, ha detto Concetta Serrano, commentando gli ultimi sviluppi delle indagini. “La giustizia umana è inadempiente, purtroppo – ha aggiunto -. Io spero sempre in quella divina, l’ho detto e lo ridico”. “Non mi aspettavo che mia sorella mi tradisse, mi fidavo di lei”, ha aggiunto.

Per la Procura: “Sarah Scazzi è stata strangolata all’interno dell’abitazione della famiglia Misseri, circa tra le 14 e le 14 e 20”. Sabrina è l’autrice materiale del delitto, ma Cosima ha avuto “un nitido e decisivo concorso morale nel delitto”.

A nove mesi dal delitto di Avetrana, Concetta Serrano si trova ad assistere all’ultimo colpo di scena, con l’arresto della sorella, con l’accusa di omicidio e soppressione di cadavere. E la donna si sfoga: “La giustizia umana è inadempiente, purtroppo. Io spero sempre in quella divina, l’ho detto e lo ridico”.

Ormai, ci sono pochi dubbi. La piccola Sarah è stata uccisa con atroce freddezza. Concetta dice: “La volevano uccidere, non c’è stato alcun raptus, era tutto premeditato. L’hanno uccisa perché evidentemente Sarah sapeva qualcosa di scomodo”.

“Le direi che è un’assassina”. Così Concetta Scazzi, la mamma di Sarah, risponde al Tg5 all’indomani dell’arresto di Cosima Serrano, la madre di Sabrina Misseri e moglie di Michele, finita anche lei ieri in carcere per l’omicidio della 15enne di Avetrana. A nove mesi dal delitto, Concetta assiste all`ultimo colpo di scena.

Il gip nell’ordinanza di custodia cautelare parla di concorso morale per la madre di Sabrina e scrive “Cosima Serrano ha avuto un nitido e decisivo concorso morale nel delitto, sotto il profilo del rafforzamento del proposito omicidiario della figlia Sabrina”.

Per il giudice Sabrina «confortata, se non altro, dall’inerzia della madre, presente al fatto e non intervenuta in alcun modo per impedirlo, ha tratto da ciò quel sostegno morale decisivo per insistere in un’azione così drammatica per tutto quel tempo, fino a condurla a termine». Cosima Serrano, dunque, «ha offerto alla figlia – scrive ancora il Gip – un contributo, quantomeno agevolatore, nella realizzazione dell’omicidio, e va perciò ritenuta concorrente in tale reato».

Secondo la ricostruzione del gip Martino Rosati Sarah Scazzi venne strangolata con una cintura il 26 agosto 2010 in casa Misseri, tra le 14 e le 14,20.

A quell’ora nell’edificio, cioè tra abitazione e garage, c’erano Michele Misseri, sua moglie Cosima Serrano, e la loro figlia Sabrina, ritenuta dagli inquirenti autrice materiale del delitto. Dopo il delitto, Sabrina Misseri e Cosima Serrano, insieme con Michele Misseri, avrebbero soppresso il cadavere, aiutando l’agricoltore a portare via il cadavere e nasconderlo nell’auto Seat Marbella di Michele Misseri.

Il cadavere venne poi trasportato in contrada Mosca, nelle campagne tra Avetrana (Bari) e S.Pancrazio Salentino (Brindisi), per essere gettato in un pozzo-cisterna che venne poi chiuso.

«Per uccidere occorre avere un motivo, e anche piuttosto cogente»: lo sottolinea il gip nell’ordinanza di custodia cautelare per Cosima Serrano e Sabrina Misseri. E il movente “cogente” è – secondo il gip – la gelosia che Sabrina nutriva per il suo amico Ivano Russo del quale era invaghita, ma che però frequentava Sarah Scazzi. Nei confronti di Ivano, Sabrina Misseri provava una forte attrazione tanto da definirlo “Dio” in tantissimi sms rintracciati dagli inquirenti.

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