Slitta all’11 novembre la decisione del Tribunale di Messina sull’estinzione della vendita del bene comunale “Non si chiude la contesa sull’ex pretura.  Stamane era prevista l’udienza al Tribunale di Messina, che ha però disposto un rinvio all’11 novembre in oggetto all’azione intentata da alcuni privati creditori nei confronti del Comune di Taormina. Il Tribunale, com’è noto, è stato chiamato a pronunciarsi sul “decreto salva-pretura”, il vincolo posto sul bene dall’assessorato regionale ai Beni Culturali sull’edificio che era finito all’asta. In questo documento si ritiene che l’ex pretura  debba essere considerata patrimonio indisponibile della casa municipale.

La società di Messina che ha intrapreso per vie legali questo procedimento contro il Comune, ha presentate altre memorie e chieste ulteriori atti alla Soprintendenza sulla relazione fatta. La medesima società ha già presentato un ricorso al Tar di Catania e ne ha preannunciato un altro che dovrebbe essere formalizzato quanto prima. “Ma al momento – spiega l’assessore al Contenzioso, Fabio D’Urso – ci risulta che non sia stata ancora chiesta la fissazione dell’udienza al Tar e ad oggi non è stata neppure chiesta la sospensiva del decreto”.  Il Comune, intanto, ha sollevato alcune eccezioni ritenendo il procedimento “chiuso”.

“A nostro avviso – afferma D’Urso – non sussiste più il rischio della vendita dell’ex pretura. Siamo di fronte soltanto ad una perdita di tempo. Il Comune è in una posizione di forza. Il decreto della Soprintendenza, che vincola l’ex pretura, è in possesso della curatela fallimentare e della ditta subentrata in seguito, già dall’ottobre 2010: il ricorso appare tardivo. Ci confronteremo, se necessario, al Tar, ma se poi si andrà nel merito ci sembra difficile si possa smontare una relazione fatta in termini dettagliati dalla Regione e la Soprintendenza”.

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