Un anno dopo l’asta diserta, arriva di nuovo ad un bivio il destino dell’immobile di Corso Umberto Il Tribunale di Messina affronterà venerdì mattina in udienza la vicenda riguardante un’azione di alcuni privati creditori nei confronti del Comune. Si attende dunque il pronunciamento del Tribunale sul vincolo posto sul bene dall’assessorato regionale ai Beni Culturali sull’edificio, ritenendo che possa essere considerato patrimonio indisponibile della casa municipale.

In una precedente udienza, inerente la procedura di estinzione dell’asta, il giudice ha disposto la prosecuzione della procedura e si dovrà ora stabilire se potrà essere valido tale provvedimento della Regione.

Il decreto in questione risale all’ottobre 2010 ed è arrivato a seguito di un iter avviato dalla Soprintendenza di Messina, in base al quale, il complesso ubicato nel pieno centro di Taormina, sarebbe da ritenersi bene di particolare interesse storico-architettonico. Non è escluso che i privati interessati all’acquisizione del bene tengano aperta la procedura ed intendano quindi rivolgersi al Tribunale di giustizia amministrativo.

La curatela fallimentare che ha fatto scaturire l’asta ha sin qui vantato un credito verso il Comune di 829 mila 346 euro, oggetto di contestazione giudiziaria nel giudizio iscritto al n. 340/2002 R.G.C., nonché un ulteriore credito di Un milione 204 mila 281 euro, scaturente da decreto ingiuntivo n. 108/2002, provvisoriamente esecutivo, anch’esso oggetto di contestazione nell’ambito del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo n. 28/2003.

Sono due le procedure esecutive, in sostanza di uguale importo, sulle quali sta andando avanti la vicenda. Il pericolo dell’esproprio è scaturito da un debito contratto diversi anni fa dal Comune di Taormina nei confronti di un’impresa per dei lavori inerenti il Palazzo dei Congressi.

Il Comune intende insomma opporsi ad un eventuale nuovo tentativo di “scippo” della vecchia pretura.

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