Nei prossimi mesi il Sole potrebbe intensificare la sua attività: ecco perchè dobbiamo preoccuparci L’allarme arriva dalla NASA: il Sole, dopo un periodo di relativa calma, si sta risvegliando e nei prossimi 18-24 mesi intesificherà notevolmente la sua attività.
Ma cosa significa tutto questo per noi? Che ci abbronzeremo di più e in meno tempo?
No, spiegano gli astrofisici: gli effetti dell’attività solare non si manifestano sulla nostra tintarella ma sui dispositivi elettronici e sui sistemi di trasporto della corrente elettrica. Ciò che rende le tempeste solari pericolose per le attività umane è l’espulsione di massa coronale, cioè di una nube di particelle elettricamente cariche in grado di inteferire con il campo magnetico terrestre e produrre intense fluttuazioni elettromagnetiche.

Le tempeste solari più intense possono mettere fuori gioco i satelliti del sistema GPS, le reti informatiche ma anche i grandi trasformatori e le centrali che regolano le forniture di energia elettrica alle città: se, come temono gli scienziati, dovessero saltare contemporaneamente e in grandi quantità, intere regioni potrebbero rimanere senza energia per giorni interi.

La più grande tempesa solare che l’uomo ricordi avvenne nel 1859 e fu così intensa che i telegrafisti americani raccontarono di aver visto i loro apparecchi emettere scintille e addirittura prendere fuoco.

Dobbiamo preoccuparci? Secondo gli esperti della NASA non più di tanto. Gli astrofisici sono in grado di prevedere l’arrivo di una tempesta solare con circa 20 ore di anticipo: secondo Tom Bogdan, direttore dello Space Weather Prediction Center di Boulder, in Colorado, sono più che sufficienti per mettere in sicurezza le reti elettriche, per esempio staccando per qualche ora i trasformatori prima che saltino.

Una tempesta solare non dura mai più di un paio d’ore e si eviterebbero conseguenze molto più gravi. Il picco dell’attività solare è atteso per il 2013, poi il sole si preparerà ad un nuovo periodo di relativa calma. E noi con lui.

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