Il presidente di Confindustria avvisa la politica: “perso troppo tempo, siamo pronti a batterci per le riforme” Emma Marcegaglia avverte la politica: siamo delusi, ora basta con le solite divisioni dei due schieramenti politici”. Il leader di Confindustria strappa applausi e consensi alla platea riunita per l’assemblea annuale a Roma. “L’Italia ha perso troppo tempo ed ora deve crescere più in fretta. Temporeggiare o muoversi a piccoli passi è un lusso che non possiamo più permetterci”.

Questo, dunque, il determinato e perentorio appello del presidente degli industriali. “L’Italia ha già vissuto il suo decennio perduto. Non possiamo più credere di avere davanti a noi i tempi lunghissimi con cui in passato abbiamo affrontato ciò che impediva lo sviluppo”.

Confindustria apprezza gli “interventi di semplificazione” realizzati anche recentemente con il decreto Sviluppo, ma «l’inefficienza della burocrazia» resta «un grave impedimento alla crescita», ha detto la Marcegaglia: “L’amministrazione pubblica interviene sistematicamente nell’ostacolare la vita delle imprese, rende quasi impossibile ottenere in tempi certi autorizzazioni e licenze, grava le imprese di mille adempimenti inutili e costosi”.

Occorre invece «che i provvedimenti siano effettivamente attuati dalle amministrazioni e abbiano un impatto reale sulla vita dei cittadini e delle imprese». Sono il fisco e le infrastrutture i settori per cui si domanda un intervento più incisivo. “La riforma fiscale per noi rimane importantissima”: dovrà ridurre le imposte sulle imprese e sui lavoratori, semplificare, combattere l’evasione senza opprimere chi le tasse già le paga.

Quindi la Marcegaglia – alla sua ultima assemblea da presidente – ha espresso anche un giudizio sulla situazione politica: “Ora che le difficoltà della maggioranza sono evidenti nel giudizio popolare, non per questo possiamo tacere che l’opposizione tra spinte antagoniste e frammentazioni, è ancora incapace di esprimere un disegno riformista”.

Immediata la risposta del Governo, attraverso il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani intervenuto all’assemblea confindustriale: l’esecutivo non è stato fermo, il Paese «è forte e sano, consapevole delle sue capacità» e non è più a rischio.

“La nostra economia ha retto”, ha aggiunto Romani precisando che il Governo «accetta» la sfida lanciata dagli industriali di lavorare assieme per la crescita.

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