Sospetti sull’assessore-ex pm: indagine sull’esito di un appalto per fornitura di prodotti nella Sicilia orientale Dopo la gara d’appalto da 350mila euro per l’informatizzazione del presidio territoriale assistenziale di Giarre, assegnata alla società del marito della senatrice del Pd Anna Finocchiaro senza gara d’appalto, e quindi sospesa (gli ispettori dell’Assessorato regionale ne hanno sancito l’illegittimità e la procura di Catania ha aperto un’inchiesta); dopo l’iscrizione di Russo sul registro degli indagati per abuso d’ufficio a margine della nomina di due dirigenti generali esterni all’amministrazione regionale; ora, i riflettori si sono accesi su una  segnalazione dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici a proposito di una gara d’appalto centralizzata bandita dall’Azienda ospedaliera Garibaldi di Catania per stabilire chi rifornirà di prodotti sanitari la Sicilia orientale.


Una gara d’appalto per cui l’organo collegiale di controllo sottolinea un “significativo margine di discrezionalità nella valutazione della qualità” (con le cosiddette ‘sottocategorie’ sarebbero stata possibile l’aggiudicazione di numerosi lotti alla ditta che proponeva prezzi triplicati rispetto ai concorrenti), “possibili turbative”, “violazioni” del Codice dei contratti.

Grazie al giudizio sul criterio della qualità, ben 293 gare per la fornitura di materiale nella Sicilia orientale si sono concluse con l’assegnazione degli appalti alle ditte che chiedevano più soldi (una delle ditte che è risultata più spesso fra le aggiudicatarie è stata la multinazionale americana Johnson & Johnson, dove ha lavorato Salvo Riolo, incaricato da Russo – scrive la rivista S – per l’analisi dei prezzi delle gare).

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