Conferenza stampa congiunta a Londra. Il premier britannico si congratula per l’uccisione di Bin Laden Il presidente Usa, Barack Obama, in visita a Londra, ha incontrato anche David Cameron. Nel lungo colloquio i due hanno parlato di terrorismo ma anche dei recenti avvenimenti nel mondo arabo. Lo ha riferito il premier inglese. “L’uccisione di Osama – ha affermato – è stata una vittoria, ora possiamo sconfiggere Al Qaeda”. Sulla situazione in Libia, Cameron ha invece ribadito: “Continueremo ad appoggiare la primavera araba, mentre in Afghanistan sarà un anno cruciale”.

Cameron ha poi evocato l’11 settembre e ricordato la vicinanza che tutto il mondo ha provato per New York colpita dai terroristi. Ha detto che sua moglie Samantha era a New York quel giorno e evocato la sua pena nel cercare senza successo di raggiungerla per alcune ore. “Stati Uniti e Gran Bretagna hanno entrambi sofferto per mano dei terroristi”, ha detto Cameron, che poi ha afrrontato con Obama anche la questione libica e le rivolte arabe.

“Stati Uniti e Gran Bretagna promuoveranno al G8 un programma di appoggio alla primavera araba – ha spiegato il premier britannico -. E’ enormemente nei nostri interessi appoggiare la democrazia per rendere il mondo un luogo più sicuro”. “Il presidente ed io abbiamo concordato che ci impegneremo per coloro che lavorano per la liberta”, ha aggiunto Cameron.

Un voto all’Onu non può portare a uno Stato palestinese. Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, secondo il quale la pace può essere raggiunta ma israeliani e palestinesi devono tornare a trattare. Il riferimento del presidente Usa è all’intenzione ribadita anche ieri dai palestinesi di ottenere alle Nazioni Unite a settembre il riconoscimento dello Stato palestinese indipendentemente dai negoziati con Israele. “Il mio obiettivo è uno stato di Israele stabile, sicuro e riconosciuto e uno stato palestinese . L’obiettivo può essere raggiunto, ho fiducia ma servono compromessi”, ha aggiunto.

Dal suo canto il premier britannico David Cameron ha paragonato il processo di pace in Medio Oriente a quello in Irlanda del Nord aggiungendo che la pace arriva solo quando le parti “cominciano ad avere comprensione reciproca”. Cameron ha detto che Israele deve sapere che la Gran Bretagna e gli alleati dello stato ebraico “difenderanno sempre il suo diritto a esistere” ma anche che i palestinesi devono sapere che Londra “appoggia il loro diritto alla dignità”.

Obama e Cameron durante il loro incontro hanno parlato anche della questione libica, facendo il punto sulla situazione delle operazioni in corso e di quelle in programma. “Abbiamo fatto grandi progressi in Libia – ha detto Obama -. Gheddafi deve lasciare il potere e lasciare la Libia ai libici”. “Non è possibile fissare tempi per la missione in Libia – ha aggiunto – . Ma nessun soldato americano o inglese metterà piede sul suolo libico. Una volta escluse le le truppe sul terreno, ci sono alcune limitazioni. In ogni caso, la lenta e continua azione militare ha già fatto la differenza”.

Nel corso del vertice Usa-Gb, anche Cameron ha parlato dell’impegno inglese in Libia e delle possibili mosse per far cadere Gheddafi e liberare il Paese.

“Abbiamo concordato con il presidente Usa Obama la necessità di alzare l’intensità dell’azione sul regime di Gheddafi”, ha spiegato, senza confermare la possibilità dell’invio di elicotteri d’attacco Apache in Libia.

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