Un errore umano forse la causa del disastro sul volo Air France: a rivelarlo i primi esami delle scatole nere La verità comincia ad emergere. Novità molto importanti dalle prime analisi sulle scatole nere dell’aereo Air France, precipitato nell’Oceano Atlantico nel 2009. Gli accertamenti indicano che i piloti si sono distratti con gli indicatori di velocità malfunzionanti e non sono stati in grado di gestire gli altri sistemi fondamentali. Lo ha riportato oggi il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza della vicenda.

L’equipaggio non ha seguito le procedure standard per mantenere la velocità e mantenere il livello di altitudine dopo che l’Airbus 330 si è trovato ad affrontare qualche turbolenza e, inaspettatamente, si è ritrovato ad un altezza di 35.000 piedi, riporta il quotidiano. Non è stato possibile raggiungere Air France e Airbus per un commento. Il Journal ha reso noto che le registrazioni della cabina di pilotaggio dimostrano che i piloti, apparentemente, si sono confusi con gli allarmi provenienti dai loro strumenti e, nonostante il tentativo di sistemare ogni singolo allarme, non sono stati in grado di mantenere la rotta.

Le informazioni ottenute dalle scatole nere, che dovrebbero essere rivelate venerdì, dovrebbero dimostrare che il velivolo bimotore ha rallentato pericolosamente dopo che è stato disinserito il pilota automatico. L’incidente è costato la vita a tutti e 228 i passeggeri a bordo del volo 447, che sarebbe dovuto arrivare a Parigi da Rio de Janeiro. E in queste ore reazioni contrastanti tra i parenti dopo il recente recupero del corpo di una delle vittime del volo Air France Rio de Janeiro-Parigi, rimasto per 2 anni nell’Atlantico, a 3900 metri di profondità. Ancora agganciato al sedile e piuttosto degradato, il corpo “saponato” è stato subito sottoposto ai prelievi per consentirne l’identificazione tramite Dna.

 

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