Indagine del Centro Ufologico Siciliano: “l’oggetto avvistato è reale”. Esclusa l’ipotesi di un pallone sonda Uno strano oggetto nei cieli di Taormina. L’Ufo è stato avvistato in direzione Letojanni. Sul caso sono subito scattate le indagini scientifiche e tecniche del Centro Ufologico Siciliano, presieduto da Salvatore Giusa, al fine di verificare se il corpo fluttuante in cielo fosse davvero qualcosa di non convenzionale. “Secondo da quando riferitomi dal testimone, che lavora in un noto albergo  – afferma Giusa, uno dei massimi esperti italiani in materia Ufo – l’oggetto era fermo sospeso e non si muoveva. Quando ho visto le foto ho subito pensato di escludere l’ipotesi del palloncino o mongolfiera e pallone sonda”.

“Intorno alle 12.30 mi trovavo sulla terrazza  di casa mia a Taormina, insieme a  mio figlio – racconta il testimone – e ad un tratto davanti a me guardando verso Letojanni ho notato una sorta di “pallone”: non so come descriverlo, l’ho osservato per alcuni minuti ma non si muoveva e con la mia macchina fotografica ho fatto due scatti al misterioso oggetto. Taormina si trova ad una altezza su livello del mare di 200 metri e posso affermare che l’oggetto si trovava alla stessa altezza, perché era esattamente di fronte a me”. L’uomo ha così contattato Giusa, che ha studiato le foto dell’incredibile episodio. Ecco in esclusiva per BlogTaormina la relazione del Centro Ufologico Siciliano, a cura di Salvatore Giusa e Daniele Cataldi (Ltpa Observer Project).

“Purtroppo l’immagine risulta compressa, e quindi le elaborazioni che sono state eseguite sull’originale soffrono di una parziale perdita di dati, dovuta appunto, alla compressione JPG. Detto questo, ad una prima visione generale, l’immagine appare interessante, mostra infatti la presenza di un oggetto sferico, dalle sembianze metalliche, posizionato nei pressi del centro della fotografia.

L’oggetto, appare essere proprio sferico, dotato di riflessi e dalle caratteristiche metalliche. Non solo, dalla foto si evince come l’oggetto sia praticamente immobile nel cielo, o comunque in movimento a velocità estremamente bassa. L’esposizione di 1/400 di secondo, infatti è riuscito ad immortalare l’oggetto rendendolo praticamente immobile. Se l’oggetto avesse avuto una velocità elevata, l’effetto movimento sarebbe stato quindi palese.

La conclusione è che tale oggetto si muoveva ad una velocità relativamente bassa.

Ma di cosa può trattarsi? L’utilizzo dell’elaborazione elettronica condotta sull’area ingrandita ha preso in esame i bordi dell’oggetto, le sfumature cromatiche e i riferimenti di luminosità dell’elemento ingrandito. Da una prima analisi non sembra esserci la presenza di fili penzolanti, cavi, tralicci o quant’altro di natura incongrua tale da far presupporre che si tratti di un falso ad hoc.

L’elaborazione ha messo in evidenza, invece, un campo presente intorno all’oggetto principale che quasi probabilmente è da riferire alla compressione JPEG della foto. Sarebbe opportuno visionare il file originale in formato RAW, se ovviamente questo sia presente, perché ovviamente tale formato non è soggetto a compressione elettronica.

Prendendo in considerazione la densitometria dell’oggetto in primo piano, è stato possibile ricavarne (con buona approssimazione) la distanza reale intercorsa tra l’oggetto in questione e l’osservatore (fotocamera).

Una serie di calcoli ha potuto dimostrare come tale distanza, in realtà sia più vicina di quanto invece non sembri.

L’oggetto dovrebbe trovarsi alla stessa distanza delle case poste in primo piano (nel bordo inferiore dell’immagine), considerando, inoltre la grandezza di alcuni elementi osservabili a tale distanza, possiamo dire, con buona approssimazione che la grandezza dell’oggetto possa essere compresa tra i 45 e i 65 cm.

L’immagine elaborata per mezzo della “curvatura tono”, ma mostrato elementi interessanti, innanzitutto che i riflessi presenti sull’oggetto sferico sono congruenti con il paesaggio circostante (sfondo).

La sfera infatti è dotata di riflessi, luci ed ombre, che collimano perfettamente con la posizione del Sole nel cielo, che a quell’ora era assai alto rispetto all’orizzonte. Tale congruenza ci dice che l’oggetto era realmente presente nel cielo.

CONCLUSIONI: L’oggetto è reale, realmente presente nel contesto paesaggistico immortalato nella fotocamera. Non possiede ali, né code, né eliche, od ulteriori elementi probanti la propria natura. Prendendo in considerazione non solo i normali velivoli dotati di ali, ma anche aerostati, mongolfiere e quant’altro, risulta praticamente impossibile riuscire ad identificare la natura di tale oggetto.

“Non si tratta di un pallone sonda, in quanto tali palloni posseggono un diametro ben maggiore ed inoltre l’unico pallone sonda che può presentare una superficie di riflessione simile è quello denominato: Infrared Montgolfiere Balloons (MIR), il cui aerostato è in grado di sfruttare il calore prodotto dal Sole (di giorno) e dalla Terra (di notte) per variare la quota di stazionamento.

Gonfiato con 35-45.000 m3 di gas, viene realizzato in polietilene o in Mylar albuminizzato. L’alluminio da alla superficie del pallone una colorazione caratteristica: riflessi scuri su una superficie molto riflettente, simile ad uno specchio; motivo per cui può essere facilmente avvistato da terra suscitando scalpore e allarmismo nella popolazione locale.

Questa tipologia di palloni raggiunge una quota compresa tra i 18 e i 28 km, e sono in grado di coprire una distanza di volo di circa 40.000 km, trasportando con se un carico di 60kg. Il primo volo con esito positivo avvenne il 19 Dicembre 1977, mentre fu solo nel Dicembre del 1982 che si riuscì a far compiere al pallone un giro completo attorno alla Terra. Nel 1997 si riuscì a far compiere alla sonda ben due giri circumpolari. (Dati forniti al sottoscritto dal CNES francese).

Va detto comunque che tale spiegazione non può trovare seguito nella foto presa in esame, prima di tutto perché la forma del MIR è allungata, ed inoltre non presenta (nella parte inferiore) appese alla sua estremità né il riflettore Radar (presidio che permette di rilevare il pallone per mezzo di un comune Radar) che deve essere presente per legge, né la strumentazione scientifica normalmente utilizzata per la rilevazione dei dati atmosferici, tantomeno il paracadute utilizzato per il rientro a terra.

Detto questo va aggiunta una cosa importante, il pallone in Mylar è normalmente di grandi dimensioni, almeno 20 volta più grande dell’oggetto presente nella foto. Tale grandezza, infatti, varia col variare della quantità di peso che il pallone stesso dovrà portarsi dietro (strumentazione di bordo). A fronte di quanto esposto, tale dati, confermano che non può trattarsi di un pallone sonda, tantomeno di un aerostato convenzionale. Ciò non toglie che possa trattarsi di un pallone di qualche tipo, magari gonfiato con elio, ma ovviamente questa spiegazione è tutta da dimostrare”.

“In conclusione – scrive il Centro Ufologico Siciliano – si può affermare che tale oggetto può essere definito un U.F.O. nel senso pieno del termine”.

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