A Napoli alta tensione nel ballottaggio per il Comune. Parole forti tra il candidato Idv e l’esponente Pdl “Napoli non vuole essere amministrata dal candidato di Nicola Cosentino, sul quale pende una  richiesta di arresto per concorso esterno in associazione camorristica. Io al contrario di Lettieri la mattina non devo fare un giro di telefonate per sapere quanti del suo entourage sono ancora a piede libero”. Si accende sul tema della legalità e della trasparenza il faccia a faccia tra i candidati sindaco di Napoli Luigi De Magistris (Idv) e Gianni Lettieri.

“La mia giunta sarà trasparente e competente” ha detto Lettieri e a Napoli va “combattuta la microcriminalità, per sottrarre manovalanza alla camorra”. “Per togliere linfa alla camorra – ha ribattuto De Magistris – occorre dare il lavoro e considerarlo come un diritto e non come un privilegio elergito dal potere politico”. I due aspiranti alla poltrona di Palazzo San Giacomo si danno battaglia a suon di colpi bassi: Al di là delle reciproche accuse, incentrate a dire il vero su toni poco piacevoli e già viste e sentite nei giorni precedenti la prima tornata elettorale, sono stati numerosi i temi bollenti affrontati dai due aspiranti sindaci di Napoli, tra cui in primis quelli legati alle emergenze del capoluogo campano: rifiuti, lavoro e sicurezza.

Per il candidato Pdl, ma non solo, la questione rifiuti è una priorità assoluta e secondo molti osservatori sarà proprio sulla soluzione della crisi che Lettieri e De Magistris si giocheranno l’elezione. I risultati della gestione dell’emergenza da parte della precedente amministrazione sono innegabili e sotto gli occhi di tutti: il problema, che si protrae oramai da 17 anni, non è mai stato affrontato con piglio deciso da un centrosinistra che ha dimostrato ampiamente la sua incapacità e inefficienza nel governare.

Passaggio cruciale è l’attribuzione della responsabilità dell’emergenza rifiuti al sindaco, che metterà fine, una volta per tutte, ad un sistema di commissariamento iniziato nel lontano 1994 e che non ha mai portato ad una soluzione immediata (men che meno di ampio respiro) all’emergenza. In merito al ruolo dell’ ex direttore del Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso, che sta dando diverse indicazioni su come affrontare la questione dei rifiuti, Lettieri precisa che “non sarà assessore all’Igiene Urbana del Comune di Napoli, ma avrà un ruolo di consulente in materia di rifiuti”. Già da ora, fa sapere Lettieri, “sta dando preziosi consigli, dato il suo impegno nel 2008”. Ma non basta ripulire le strade, occorre un piano integrato di gestione dei rifiuti, investendo seriamente nella riduzione, nella differenziata e nel recupero.

Non ci sono però solo i rifiuti tra i temi cruciali della campagna elettorale.Lettieri punta anche sulla necessità di sfruttare l’ immagine del capoluogo della Campania come “unica metropoli del Sud”, creando un patto con Roma per la creazione di un grande distretto turistico. Napoli, una delle città a maggior densità di risorse culturali e monumenti nel mondo, è protagonista di un degrado culturale di proporzioni spaventose, dovuto ad anni di cattiva amministrazione.

Priorità dovrà essere il rilancio del turismo, settore fortemente vessato a causa dell’emergenza rifiuti, e  la promozione dell’inestimabile patrimonio artistico e culturale della città che, ove accortamente valorizzato, può rappresentare una risorsa economica capace di contribuire in maniera determinante alla ripresa non solo del capoluogo partenopeo, ma dell’intera Regione.

Un forte contributo verrà dato anche alle imprese mediante “4 miliardi di investimenti pubblici e la creazione di una banca a vocazione territoriale per il microcredito alle piccole imprese di Napoli”. Ma Gianni Lettieri si spinge oltre, promettendo “2 mila posti in due anni”. In sostanza: far ripartire un’intera economia. Sembra impossibile, ma a detta di Lettieri non lo è, basta che ci sia la volontà politica di prendere decisioni che segnino una svolta radicale con l’inerzia del passato.

“Voglio essere sindaco per Napoli – afferma De Magistris – perché come napoletano non posso permettere che la mia città, la nostra città, sia inghiottita dalla rassegnazione rispetto a tutte le sue problematiche, perché non possono permettere che prevalga la triste coscienza che niente possa cambiare e, soprattutto, migliorare. La sfida per regalare alla città di Napoli una nuova stagione etico-politica è possibile, si può vincere”.

“Non me lo dicono i sondaggi, di cui mi interesso poco, me lo dice l’entusiasmo dei tanti cittadini e delle tante cittadine che ho incontrato in questa campagna elettorale, in occasione della quale ho visitato la città quartiere per quartiere, con più di venti comizi, con concerti e iniziative. Non nascondo la difficoltà, perché si tratta di una sfida che ci vede competere contro il sistema: il sistema degli apparati di partito, delle clientele, del voto di scambio, delle macchine economico-organizzative, delle lobby”.

In vista dell’ormai imminente voto la sfida è dunque tutta incentrata sui programmi, come forse avrebbe dovuto essere in misura maggiore sin dalle prime battute della campagna elettorale. Al di là delle recriminazioni, adesso l’obiettivo è convincere i cittadini della validità delle proposte messe in campo.

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