Aveva detto di voler scrivere un libro sui “segreti” della conduttrice: per il tribunale di Milano non fu reato Fabrizio Corona è stato assolto dall’accusa di diffamazione aggravata perché “il fatto non sussiste”. Lo ha deciso il Tribunale di Milano. A querelare l’ex re dei paparazzi era stata Simona Ventura dopo che lo stesso Corona in un’intervista apparsa su una rivista aveva detto di poter scrivere un “libro sulla Simona Segreta”. Un’affermazione che era stata ritenuta “subdola e minacciosa” dalla conduttrice, che aveva quindi presentato querela. Il 26 agosto venne pubblicata sulle pagine di un noto settimanale una “lettera aperta” dell’ex re dei paparazzi indirizzata alla conduttrice, “due settimane dopo – come precisava lo stesso settimanale – la lite fra Fabrizio Corona e  la Ventura a Porto Cervo”, lite di cui si erano occupate alcune riviste di gossip.

Nella lettera Corona scriveva: “Quanti pranzi e quante cene abbiamo condiviso in dodici anni di frequentazione che entrambi abbiamo avuto con Lele Mora? Potrei scrivere un libro sulla Simona Segreta e tu lo sai bene, molto bene. E anche Lele potrebbe farlo”. Il legale della Ventura (parte civile nel processo), l’avvocato Davide Steccanella, ha commentato così l’assoluzione: “Rispettiamo la decisione e ci riserviamo solo all’esito della lettura della motivazione di presentare eventuale appello. Quello che conta – ha aggiunto – è che il processo è servito a fare definitiva chiarezza su Simona Ventura visto che Fabrizio Corona ha pubblicamente dichiarato in dibattimento che in realtà non esisteva nessun segreto da raccontare”. Interrogato durante il processo, Corona, infatti ha spiegato la sua affermazione dicendo che avrebbe potuto raccontare “un lato del suo carattere che non si conosce pubblicamente, ma non mi riferivo di certo a materiale fotografico o video”.

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