Il tribunale di Catania si pronuncerà sul ricorso di un’impresa che chiede la sospensiva dell’esito d’appalto Il Tar di Catania ha rinviato al 9 giugno la discussione, e dunque la decisione, in merito al ricorso presentato da una ditta esclusa dalla gara d’appalto in merito all’affidamento dei lavori per il Ponte Santa Venera. Dunque si allungano ancora i tempi nella disputa legale tra le imprese che si sono contese l’aggiudicazione delle previste opere di ristrutturazione del ponte di ferro sito al confine tra Taormina, Giardini e Trappitello. La ditta ricorrente (Building Srl) ha presentato nuova documentazioni e così l’esame conclusivo degli atti, al fine del giudizio che dovrà esprimere il tribunale amministrativo, è slittata di qualche settimana.

La “Building”, ricordiamo, contesta l’esito, e pertanto l’aggiudicazione, delle opere, e le parti resistenti in questa contesa legale sono il Consorzio Autostrade, la “Ceba Costruzioni Srl” e la “Immobiliare Elden Srl”. L’udienza era stata inizialmente prevista al Tar per il 12 maggio ma la questione è stata appunto rimandata di un mese, arco di tempo che servirà alle parti resistenti per preparare la propria difesa. L’appalto contempla oltre ai lavori del ponte l’ampliamento dello svincolo autostradale di Giardini.

L’avv. Franz Buda (esperto per la viabilità comprensoriale designato dai Comuni di Giardini Naxos, Taormina, Castelmola e dall’Unione dei Comuni della Via Regia dell’Alcantara), che sta seguendo da vicino la vicenda, ha reso noto che i Comuni della Valle d’Alcantara “sono pronti ad intraprendere l’azione legale per bloccare l’eventuale sospensiva dell’appalto”.

“I sindaci o comunque le Amministrazioni che ho contattato d’urgenza – afferma Buda – hanno subito dato il loro assenso di massima. A questo punto, quindi, verranno formalizzate nei vari Comuni delle delibere con le quali i Comuni stessi decideranno di costituirsi al Tar per un’azione “ad opponendum”.

La battaglia per l’atteso ripristino del ponte, chiuso da ormai sette anni, riguarda Taormina, Giardini e Castelmola ma di riflesso interessa anche l’utenza di Gaggi, Graniti, Motta Camastra, Mojo Alcantara, Malvagna, Castiglione di Sicilia, Roccella Valdemone, Randazzo, Santa Domenica Vittoria. La totalità, o quasi, di queste municipalità si starebbe avviando ad intraprendere le procedure per un’iniziativa congiunta al Tar. Secondo quanto comunicato dall’avv. Buda i singoli Comuni, in sostanza, adotteranno una delibera, con la nomina di un avvocato e – precisa Buda – “si tratterebbe di atti deliberativi nei quali verrebbe prevista una somma simbolica e minima per gli avvocati nominati, con la previsione insomma delle sole spese da affrontare per andare in tribunale”.

“L’obiettivo dovrà essere quello di impedire che il previsto avvio dei lavori possa ancora una volta slittare a non si sa bene quando. Bisogna opporsi alla sospensiva della gara”. E’ forte il timore nel comprensorio che l’inizio delle opere sia destinato ad un rinvio quantomeno di un paio di mesi.

Gli operatori economici di Trappitello e Giardini sono in fermento: da tempo Vittorio Sabato ha intentato un’azione nei confronti del “Cas” e adesso non si esclude che anche altri imprenditori possano chiedere i danni per la chiusura del ponte, inagibile dal 2004.

E i legali che verranno indicati dai Comuni si dovranno anche confrontare sull’ipotesi lanciata da Buda, secondo il quale “si potrebbe chiedere un provvedimento che vada a scindere le due diverse tipologie di interventi previsti nell’ambito dell’appalto, ovvero la ristrutturazione del ponte e l’ampliamento dello svincolo Si parla di un appalto di circa Un milione 500 mila euro.

“I lavori per il ponte – ha detto Buda – costerebbero infatti 200-300 mila euro e potrebbero intanto essere eseguiti, mentre potrebbe rimanere al momento bloccato l’iter principale della gara, che non è urgente e riguarda l’adeguamento e ampliamento del casello autostradale con altre due nuove uscite”.

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