Il senatore del Pdl era accusato di aver chiesto soldi all’ex patron del basket Trapani, Vincenzo Garraffa Marcello Dell’Utri è stato assolto perché il fatto non sussiste, dalla prima corte d’appello di Milano, presieduta dal giudice Marta Malacarne. L’accusa era di tentata estorsione aggravata dalle finalità mafiose. Il giudice, leggendo il dispositivo della sentenza in aula, ha richiamato il secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale, utilizzato quando manca la prova certa che il reato sia stato effettivamente commesso. La corte ha assolto anche il boss mafioso trapanese Vincenzo Virga, che sta scontando un ergastolo per reati di mafia. Quello che si è concluso oggi è il terzo processo sulla vicenda e le motivazioni verranno rese note tra 90 giorni.

La Cassazione recentemente aveva annullato con rinvio una precedente sentenza della Corte d’appello, in cui i giudici avevano trasformato l’accusa a carico di Dell’Utri e di Virga da tentata estorsione a minacce gravi e l’avevano dichiarata prescritta. In precedenza la Cassazione aveva annullato la condanna a 2 anni per estorsione, rimandando il giudizio sempre alla corte d’appello. Il sostituto procuratore Isabella Pugliese ieri aveva chiesto per Marcello Dell’Utri e per il boss trapanese due anni di reclusione, senza la concessione delle attenuanti generiche. La vicenda, secondo l’accusa, risale al 1991, quando Vincenzo Garraffa, ex parlamentare repubblicano e imprenditore, aveva ottenuto una sponsorizzazione per la società di pallacanestro Trapani di circa un miliardo e 700 milioni di lire, versati attraverso a Publitalia, guidata allora da Dell’Utri.

Nel dicembre di quell’anno Dell’Utri avrebbe incontrato Garraffa a Milano e gli avrebbe chiesto di restituire la metà di quei soldi in nero “Ho uomini e mezzi per farle cambiare idea”, avrebbe detto all’imprenditore che noi intendeva pagare. Di fronte al rifiuto, sempre stando all’accusa, il boss Virga avrebbe incontrato a Trapani Garraffa per minacciarlo, su indicazione del senatore del Pdl.

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